A Modica svenduta una parte di storia

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Svenduta una parte della storia di Modica. Solo così si può iniziare a raccontare quando accaduto durante la civica assise modicana, quando è passata a maggioranza la delibera con oggetto un’alienazione di un suolo pubblico in via San Vito 5.

In poche parole un tratto di una delle strade più antiche e storicamente interessanti di Modica, ai piedi del Castello dei Conti, è stato venduto a un privato per duemilaquattrocento euro. Una cifra irrisoria per acquistare uno spaccato della storia dei modicani. Il tratto finale della strada, all’ombra dello storico Castello, è un’area non asfaltata che in passato è stata luogo storicamente importante dato che proprio li a pochi passi, al numero civico 7, sorgeva l’omonima chiesetta di San Vito. Oggi demolita, ne resta solo l’arco dell’altare centrale. L’interno è in parte trasformato ad orto dove prima del 1930, anno della prima parziale demolizione, venivano celebrate delle messe in occasione della festività che ricorre il 15 giugno. E il caso vuole e fa rabbrividire, che il tratto di terreno sia stato venduto al privato proprio il 15 giugno scorso, e, forse, per chi ci crede, è proprio San Vito che chiede aiuto e attenzione. L’area venduta è infatti adiacente ai resti dell’antica chiesetta, eretta sotto le balze del Castello, nel quartiere più trogloditico di Modica, dove il professor Minardi rinvenne negli anni ’80 necropoli cristiane. Ora quel suggestivo e panoramico scorcio non sarà più dei modicani ma di un privato.

Nella delibera presentata in consiglio comunale si parlava della cessione di un “relitto di suolo”.
Quell’area è stato un ricettacolo di immondizia per molti anni e in passato nessuna amministrazione se ne è mai occupata – spiega il vicesindaco Giorgio Linguanti – Per l’amministrazione oggi intervenire sarebbe un problema. E’ stata una scelta tecnica. Per provvedere all’area sarebbe necessario un progetto e dei fondi. Viene ceduta perchè è un relitto di suolo, una strada chiusa a mezza costa sulla collina senza panorama”.

Non si danno pace però alcuni consiglieri d’opposizione che ora chiedono la revoca immediata della vendita proponendo in alternativa di ricomprare quel tratto che appartiene alla città tutta e non a un privato cittadino che, come si legge nella richiesta dello stesso, è proprietario di un fabbricato adiacente al suolo in questione. Il caso in consiglio comunale è stato sollevato da Maurizio Villaggio, componente della commissione parlamentare di Forza Italia all’Ars, che era presente alla civica assise,  e dal consigliere Massimo Puccia che ha già presentato una proposta per ricomprare il tratto: “E’ assurdo che si debba ricomprare qualcosa che già appartiene a Modica e che dovrebbe essere tutelato e valorizzato e non svenduto per duemilaquattrocento euro a qualche privato. Non essendoci stato nessun avviso pubblico di vendita, pregiudicando la possibilità di poter formulare eventuali ulteriori offerte di acquisto, ho chiesto il rinvio del punto ma la proposta è stata approvata dalla maggioranza. Ora chiediamo di poterlo riacquistare per ridarlo alla città a cui appartiene e in tanti si sono dimostrati già pronti a versare una quota” .