Il saluto a Pamela. Il vescovo: “Ancora una volta una donna vittima della furia maschile”

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Un fiume di gefunerali - pamelante per l’ultimo saluto a Pamela Canzonieri, la giovane ragusana uccisa in Brasile. Il corteo ha lasciato la casa di via Toscana 24 per raggiungere la Cattedrale.

Sulla bara fiori bianchi, come bianchi erano i tanti fiori portati dagli amici. 

In chiesa, in prima fila, dopo i familiari, le autorità. Il prefetto, il questore, il sindaco Piccitto, i comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

A presiedere il rito il vescovo, monsignor Carmelo Cuttitta. Insieme a lui anche il Nunzio apostolico in Bolivia, monsignor Giambattista Diquattro.

Frame tratto dalla diretta streaming della Cattedrale
Frame tratto dalla diretta streaming della Cattedrale

Con queste parole il vescovo Cuttitta ha introdotto il rito funebre: “Ci siamo radunati in questa nostra chiesa cattedrale per l’estremo saluto alla nostra sorella Pamela. Ci stringiamo attorno a lei con grande segno di amore, a lei che è stata vittima di un eccidio senza pietà. Vogliamo aprire il nostro cuore al Signore, è lui il nostro Salvatore, Dio della speranza e della consolazione. Ci stringiamo attorno ai familiari addolorati per questo omicidio, anzi per questo femminicidio: ancora una volta, ancora una donna vittima della furia maschile”.

Molto toccate l’omelia. Ecco alcuni passaggi:

“La città e la chiesa di Ragusa sono qui per testimoniare la loro presenza, siamo qui per testimoniare tutta la condivisione del dolore di una famiglia alla quale è stata strappata la figlia, la sorella. Umana solidarietà e cristiana partecipazione.

corteo pamela2Ho avuto modo di vedere alcune foto di Pamela: un volto sorridente, occhi vispi, una ragazza che per lavorare ha dovuto transitare altrove per vivere una nuova esperienza, per crescere nell’attività lavorativa.

Una ragazza alla quale non si puo fare nessun appunto. Eppure questo suo viaggiare l’ha portata a questo incontro fatale. Un incontro con un uomo, come ce ne possono essere tanti… ma ancora una volta un fatto di cronaca dove le donne vengono uccise crudelmente dagli uomini.

Le nostre società, che noi riteniamo progredite, ci fanno vivere situazione di violenze inumana, gratuita.

Bisogna che i genitori crescano i figli dicendo che gli altri sono un dono.

La povera Pamela si è rifiuta, e questo uomo si è scaraventato su di lei e l’ha eliminata. Un’immagine raccapricciante.

Impariamo ad amare gli altri, a rispettarli. Gli uomini devono imparare a rispettare le donne. 

Un femminicidio… la donna, considerata sempre più delicata e ha bisogno di essere custodita.

E dunque questo femminicidio ci interpella tutti quanti, dobbiamo sapere educare al rispetto della persona, che è un rispetto sacro.

corteo pamela 1Le anime giuste sono nelle mani di Dio. Per noi che abbiamo la fede c’è la speranza dopo la morte, c’è un futuro, il futuro di Dio. Il futuro è il giorno del giudizio quando risplenderemo come scintille.

Io vorrei che i genitori e i familiari fossero consolati da questa visione, sapere Pamela nelle mani di Dio.

È vero la nostra sorella Pamela è stata uccisa, ma dopo aver vissuto l’anno della misericordia dobbiamo ricordare “Beati i misericordiosi perchè troveranno misericordia”. La nostra fede ci richiede che noi preghiamo il Signore affinchè usi misericordia nei confronti di questo fratello…

Accompagniamo con la nostra preghiera la nostra sorella Pamela, lasciamo che il suo sorriso e il ricordo rimangano indelebili. Impariamo a scegliere mai il male , ma sempre il bene. La luce la salvezza, l’amore.”