“Solo il perdono (verso se stessi e gli altri) rinnova i rapporti umani”

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2017-03-05-PHOTO-00000152Un amore sponsale in tutti gli ambiti della vita e in tutti i servizi ecclesiali: fin dall’inizio del ritiro di quaresima degli operatori pastorali della diocesi di Noto, tenutosi domenica nella chiesa di Santa Maria della fiducia di Pozzallo, si è ricordato il fine positivo della conversione quaresimale. Ovvero: rinnovarsi nell’amore e così, silenziosamente ma efficacemente, rinnovare il mondo. Nella meditazione sull’Amoris Laetitia di Papa Francesco, Fra Gaetano La Speme, ministro provinciale dei Frati Cappuccini, ha riconsiderato in questa luce le pratiche quaresimale della preghiera, del digiuno e dell’elemosina. La preghiera anzitutto, come liberazione del cuore da ogni rancorosità che nasce dal non avere avuto esperienza di perdono e dal non aver conosciuto il vero volto di Dio, che è perdono senza misura. L’invito concreto è stato a essere benevoli, a comprendere i limiti dell’altro, a coprirli con il silenzio invece di passare il tempo a sottolinearli. “Agli uomini, ha sottolineato Fra Gaetano, appartiene un amore imperfetto, che occorre fare crescere rispettando la gradualità”. Insieme alla preghiera il digiuno, come sobrietà di parole e di vita che libera dall’invidia, che rende amabili.

Infine l’elemosina, che non è dare qualcosa, ma dare se stessi. Fidandosi dell’altro malgrado tutto, confidando in Dio che sa scrivere dritto tra le righe storte. Un dono di sé che genera condivisione del dolore ma anche delle gioia, accrescendo la fraternità. Un messaggio ascoltato con attenzione dai tanti partecipanti al ritiro e trasformato in preghiera poi con l’adorazione eucaristica, durante la quale si sono portate davanti a Dio le vie che nella diocesi si stanno percorrendo per concretizzare un amore evangelico.

C2017-03-05-PHOTO-00000157osì si è pregato per perseverare nei cammini dei Centri di ascolto che, accompagnando, si impegnano anzitutto a tenere per mano con pieno coinvolgimento di se stessi. Si è pregato per i bambini per i quali si stanno avviando percorsi di alleanza tra parrocchie, famiglie e scuole per contrastare l’insuccesso scolastico. Si è portato davanti a Dio il progetto CercolavOro con cui si studieranno le prassi che aiutano a costruire lavoro. Si sono ricordati i detenuti, anzi si è pregato con loro allargando l’attenzione a tutti i bambini del mondo, e si è pregato per i fratelli del Centro Italia colpiti dai continui terremoti, ringraziando per il legame di fraternità avviato dal 2009 con la parrocchia di Paganica all’Aquila, da cui si riceve una forte testimonianza di fede e di amicizia.

Con particolare commozione si è portato davanti a Dio l’avvio del progetto Presidio, che si prenderà le mosse a Pachino il prossimo 21 marzo, per la difesa dei migranti e della loro dignità. E si sono ricordati i cantieri educativi.

Il clima intenso di preghiera e il calore della fraternità sono adesso il grembo di rinascite che si spera di favorire nelle persone e nel territorio perché la Pasqua non sia celebrata solo nel rito, ma anzitutto nella vita.