Regionali. Salvatore Poidomani: “10 cose, reali e concrete, per cui ho accettato di candidarmi”

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“10 diritti, 10 passi per la Sicilia, 10 cose da fare a Palermo, 10 ragioni per scegliere.

Sono le 10 cose – reali e concrete – per cui ho accettato di candidarmi all’Assemblea regionale siciliana nella lista Fava presidente: la mia prima candidatura ufficiale dopo tanti anni di attivismo politico nel centrosinistra.

Credo ci sia un tempo per ogni cosa e questo è il tempo di portare al centro del dibattito regionale i diritti e la dignità, l’ambiente e la cultura.

  1. LO #STUDIO. Chiunque è riconosciuto come soggetto in formazione ha il diritto di accedere ai saperi e alla conoscenza in ogni sua forma e senza barriere di tipo economico o sociale. Per assicurarci questo vogliamo promuovere una legge regionale sul diritto allo studio che permetta a chiunque emancipazione sociale, culturale ed economica attraverso la copertura totale delle borse di studio e dei posti letto per gli aventi diritto, il comodato d’uso dei libri di testo e le agevolazioni economiche su cinema, teatro, musei e trasporti.
  2. L’#OCCUPAZIONE. Abbiamo tutti il diritto di scegliere di restare in Sicilia. Vogliamo costruire un piano straordinario per trattenere le tante persone che ogni anno si vedono costrette ad abbandonare le proprie radici e la propria terra. Vogliamo spingere su una formazione professionale che garantisca un livello di specializzazione davvero utile alle imprese e dignitoso per le persone e metterci a lavoro sull’utilizzo dei fondi di Garanzia Giovani e di tutti i bandi europei che finora abbiamo sprecato. E vogliamo che la Regione finanzi incentivi per gli incubatori di start-up che lavorano su turismo e agricoltura.

  3. L’#IMPRESA. Le aziende agricole e artigiane della provincia di Ragusa hanno il diritto ad avere strumenti per crescere. Vogliamo che chi sostiene l’economia del territorio abbia le opportunità per competere sul mercato superando i limiti – logistici ed economici – di una condizione periferica e facendo valere la qualità. Vogliamo che la Regione promuova un piano per le infrastrutture e per l’economia circolare, ma anche un sostegno alle imprese per innovarsi in modo sostenibile e duraturo, in grado di creare valore per la nostra comunità.
  4. LA #MOBILITA’. Molte volte si dà per scontato il diritto alla mobilità, un diritto fondamentale ed inalienabile delle persone. Vogliamo che Modica veda dopo 40 anni arrivare finalmente l’autostrada Siracusa-Gela, incompleta per l’incapacità della politica regionale. Vogliamo un piano di manutenzioni straordinarie per tutti i collegamenti stradali e ferroviari. Vogliamo rilanciare e completare la questione irrisolta del porto di Pozzallo: ennesima dimostrazione dell’indolenza della nostra classe dirigente. Vogliamo che la Regione finanzi nuove idee anche per i trasporti urbani, affinché siano veloci, sostenibili e davvero utili a migliorare la qualità della nostra vita e a dare dignità ed autonomia a tutti i siciliani.
  5. LA #CONTINUITA’ TERRITORIALE. Per lo stesso diritto, pensiamo che aver aperto l’aeroporto di Comiso non basti. Vogliamo che stare al centro del Mediterraneo sia un privilegio e non una penalità, che significhi poter raggiungere tutte le destinazioni in modo più efficiente e non il contrario. Vogliamo che la Regione cofinanzi e attui le misure nazionali sulla continuità territoriale innanzitutto per abbattere le tariffe dei voli e incentivare le compagnie aeree: questo vale per noi, per professionisti e studenti, ma anche per i turisti che devono raggiungerci.
  6. IL #PATRIMONIO CULTURALE. Abbiamo il diritto di tutelare il nostro patrimonio culturale, che non rappresenta solo la nostra memoria ma anche la più grande risorsa per il nostro sviluppo. Vogliamo che a Modica in particolare si portino a termine tutte le opere incompiute – a cominciare dal restauro di Palazzo dei Mercedari – che dipendono dalla Regione e che qualcuno a Palermo deve occuparsi di sollecitare. Vogliamo che lo stesso si faccia per tutte le altre istituzioni culturali, anche attraverso piani di gestione che sfruttino i fondi europei.
  7. I #CENTRI STORICI. Far parte di un sito Unesco, patrimonio dell’Umanità, ci dà il diritto di voler vivere i nostri centri storici, ripensandoli in modo contemporaneo. Vogliamo una legge speciale, simile a quella che finora ha erogato risorse a Ragusa Ibla, per i centri storici di Modica, Scicli e di tutto il Val di Noto. Vogliamo strumenti legislativi che diano fondi non solo agli interventi pubblici urbani, ma anche agli incentivi per i privati affinché possano scegliere di restaurare e riqualificare gli immobili.
  8. LA #SANITA’. Abbiamo il diritto ad essere curati bene e vicino casa, riducendo i viaggi della speranza verso il Nord. Vogliamo che la riorganizzazione del sistema sanitario tenga conto del diritto alla salute prima che di far quadrare i conti. Vogliamo che il sistema ospedaliero che riunisce gli ospedali di Modica e Scicli non sia più penalizzato, che ci sia un Pronto Soccorso moderno ed efficiente, e reparti moderni per le cure specialistiche.
  9. L’#AMBIENTE. La Sicilia e i siciliani hanno il diritto di respirare, senza essere soffocati dai rifiuti. Vogliamo una vera riforma per la gestione dei rifiuti e che non si sottovaluti più il fatto che tutte le discariche sono sature e che quasi nessuna città è ancora in grado di fare funzionare per bene la raccolta differenziata. Vogliamo che i camion non partano più ogni giorno dalla provincia di Ragusa verso destinazioni lontanissime, con costi a carico dei cittadini, ma che si organizzi finalmente un ciclo della raccolta sui modelli del resto d’Italia e d’Europa.
  10. L’#UGUAGLIANZA. Abbiamo il diritto ad una Regione solidale e accogliente che combatta le disuguaglianze sociali ed economiche. Vogliamo promuovere strumenti per ripensare il welfare regionale, in termini di lotta alle nuove povertà, accesso gratuito ai servizi per le fasce più deboli con reddito d’inclusione attiva. E vogliamo che con questo spirito si guardi anche al Mediterraneo, al fenomeno migratorio che come terra di frontiera dobbiamo saper affrontare senza demagogia, ma anche con la forza e la credibilità di una Regione che sappia chiedere aiuto per farlo”.