Curiale, via libera a due palazzoni. Ma il vecchio mulino non si tocca

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Due palazzi alti 18 metri l’uno sorgeranno nell’area dell’ex Mulino Curiale. In totale vi saranno appartamenti per 208 persone, per un volume massimo di 29.935 metri cubi.

Si chiude così il ‘braccio di ferro’ tra la ditta proprietaria e il Comune iniziato ormai diversi anni fa. Ma quella di Palazzo dell’Aquila non è una ‘resa’ incondizionata perché – come si evince chiaramente dalla delibera di lottizzazione approvata dalla giunta municipale il 5 ottobre – il progetto nei fatti appare dimezzato e con importanti ‘limitazioni’.

L’iniziale richiesta era per un volume massimo quasi doppio di quello approvato, cioè 40.560 metri cubi. In pratica “l’intervento prevedeva l’utilizzo dell’intera area del complesso dell’ex Mulino Curiale, con la demolizione di tutte le costruzioni esistenti e la formazione di quattro lotti (A, B, C e D) comprendente quest’ultimo il mulino storico) per la realizzazione di edifici a carattere residenziale – commerciale”.

In poche parole, il progetto prevedeva di buttar giù anche il vecchio mulino. E invece dovrà essere ristrutturato e recuperato sotto la ‘sorveglianza’ della Soprintendenza. Dei quattro lotti richiesti, la giunta Piccitto ha dato il via libera solo a due, lotto A e lotto B. Le aree di ‘perequazione’, per parcheggi pubblici e verde pubblico (un totale di quasi mille metri quadrati, esattamente 632 mq per il verde e 351 per i parcheggi) dovranno essere ‘ritagliati’ dall’area complessiva dell’ex Mulino e non ‘prese’ all’esterno.

La ditta, invece, l’ha spuntata, da ormai anni fa, sull’altezza. Ha ottenuto il via libera della Regione, con una proposta di variante approvata ai temi dell’amministrazione Dipasquale, per i 18 metri di altezza massima (recuperando due o tre metri rispetto a quanto previsto in precedenza nel Prg).