Oltre 100mila siciliani a letto con l’influenza, pronto soccorso nel caos

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Con il classico ritardo rispetto al resto d’Italia, dovuto al clima, l’influenza è arrivata anche in Sicilia costringendo a letto proprio nei giorni di Capodanno oltre 100mila persone, tra cui molti anziani e bambini. I sintomi sono quelli che, tradizionalmente, accompagnano i virus stagionali: febbre alta, mal di gola, dolori articolari, vertigini e problemi gastrointestinali. Ma chi l’ha avuta è concorde nel dire che è un tipo di influenza particolarmente debilitante e che il processo di guarigione, nelle forme più serie, richiede parecchi giorni.

Il peggio è atteso nelle prossime settimane, con il picco previsto da subito dopo l’Epifania fino a febbraio. L’influenza non lascerà completamente il nostro Paese, comunque, prima di marzo. I ceppi virali sono due, di tipo B e A, e quello H1N1 sembrerebbe essere quello dominante in Sicilia. I pronto soccorso degli ospedali di tutta l’Isola sono al collasso da giorni, e a preoccupare sono maggiormente le condizioni degli anziani e dei soggetti debilitati, che potrebbero andare incontro più facilmente alle complicanze, pure se vaccinati.

Dall’ASP di Ragusa fanno sapere che, dall’inizio della “sorveglianza” si contano circa 2.168.000 casi, che i più colpiti sono i bambini al di sotto dei cinque anni e gli anziani. “Nelle ultime settimane del 2017 – si legge in una nota – l’ascesa della curva epidemica, e il livello dell’incidenza dei virus, è superiore a quello osservato nella precedente stagione influenzale. Questo stato di cose non aiuta la delicata situazione dei Pronto Soccorso dell’Asp di Ragusa, sofferenti per la carenza di personale, soprattutto medico. Nonostante i numerosi avvisi di incarico banditi negli ultimi tempi, infatti, il più delle volte non si presenta nessun candidato e sui 41 medici, previsti in pianta organica, attualmente il numero è decisamente sottostimato: al pronto soccorso dell’ospedale Civile sono in servizio 10 unità, 8 al Guzzardi e 7 al Maggiore“.

Il triage consente di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti e delle risorse disponibili – ha dichiarato il dr. Giovanni Noto, direttore del pronto soccorso di Ragusa – utilizzando quale criterio di scelta le condizioni cliniche degli stessi e non l’ordine di arrivo. Quindi è bene recarsi nei Pronto Soccorso per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta o dai medici della continuità assistenziale (guardia medica): un corretto utilizzo delle strutture sanitarie evita disservizi per le strutture stesse e per gli altri utenti”.