Volete visitare il Castello di Donnafugata? Ora si paga di meno

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La giunta municipale di Ragusa ha deliberato le tariffe per l’anno in corso di pertinenza del servizio Cultura e Gestione dei Beni culturali, vale a dire per l’ingresso al Castello di Donnafugata, al Teatro Tenda, nella Sala Falcone Borsellino, al Teatro comunale “Marcello Perracchio”, nell’Auditorium San Vincenzo Ferreri, al Palazzo Zacco e nella Biblioteca civica Giovanni Verga.

Risparmi in vista per chi visiterà il Castello di Donnafugata ed il parco, il cui costo del biglietto passa da 8 euro a 6. Ottime promozioni anche per chi arriva in gruppi da 20 persone, che avrà diritto a 4 biglietti gratuiti, mentre le scolaresche pagheranno un biglietto ridotto di due euro. L’ingresso sarà gratuito per i bambini fino a 6 anni, per le persone diversamente abili con accompagnatore, guide turistiche, tour operator e visitatori motivati da ragioni di ricerca e studio. Prevista la riduzione del 50% del costo del biglietto per visitatori di età compresa tra 6 e 18 anni ed oltre i 65 anni, per visitatori che presentano alla cassa il biglietto comprovante l’utilizzo del trasporto pubblico di linea in autobus, treno o taxi, visitatori che partecipano al turismo congressuale nel territorio comunale e per gli studenti dai 18 ai 26 anni. Per visitare il Museo del Costume, in corso di allestimento, si pagheranno 3 euro.

“Come amministrazione, nel determinare le tariffe per l’anno in corso,  abbiamo voluto ridurre  il costo del biglietto d’ingresso al Castello di Donnafugata  dal momento che presto verrà aperto il Museo del Costume, prestigioso allestimento permanente della collezione Arezzo di Trifiletti di abiti antichi, visitabile con un biglietto supplementare – sottolinea il sindaco Federico PiccittoAbbiamo inoltre aggiunto  nuove agevolazioni,  come la previsione del biglietto di 2 euro per le scolaresche.  Il nostro intento è chiaramente quello di incrementare ancora di più  il flusso di visitatori presso il Castello di Donnafugata, nostro fiore all’occhiello, e di rendere più appetibile e diversificata l’ offerta culturale”.