La filatelia nella provincia di Ragusa. Intervista a Paolo Riccioli

230

Collezionare francobolli è uno degli hobby più popolari del XIX secolo. Nell’attesa della seconda edizione di Ragusafil – Esposizione Filatelica nel cuore del Mediterraneo (www.ragusafil.cibel.it) in programma nel mese di giugno, abbiamo intervistato il dottor Paolo Riccioli, commerciante di francobolli dagli anni ’70 e punto di riferimento affidabile per gli appassionati del piccolo cammeo dentellato, che ci ha raccontato la storia della filatelia nella provincia di Ragusa.

Come e quando è nata in lei la passione per la filatelia?

L’origine della mia passione risale a quando avevo dieci anni e ho visto un kit filatelico elementare che, istintivamente, mi ha fatto perdere il sonno. Ho iniziato la mia raccolta in modo primordiale, senza nessuno che mi indirizzasse; ma poco per volta, conoscendo collezionisti più esperti di me, mi sono evoluto. Negli anni ho studiato su libri specializzati e sono riuscito ad organizzare collezioni importanti. E’ basilare essere guidati… Il fai da te in filatelia non funziona.

La conosciamo come un esperto di francobolli veramente appassionato. Che cosa trova di così affascinante nella filatelia? Quali sono i suoi francobolli preferiti?

La filatelia mi appassiona perché è un hobby perfetto: induce ad essere ordinato; ha tanti aspetti culturali; i soldi che vengono spesi si rivalutano nel tempo; facilita i rapporti interpersonali. I francobolli da me preferiti sono i “testoni”, ovvero francobolli borbonici della Sicilia. Sono sette bolli che si possono collezionare in mille modi, ma che hanno un piccolo inconveniente: sono un po’ costosi.

Prima dell’apertura del suo negozio in via Matteotti negli anni ’70, come facevano i collezionisti ragusani a rifornirsi di francobolli?

L’apertura di un negozio di filatelia era molto atteso dai collezionisti iblei, che prima erano costretti a rifornirsi per corrispondenza. Nel mio negozio si incontravano e scambiavano opinioni, esperienze e… francobolli.

Esistevano già dei circoli filatelici e come si sono evoluti nel corso del tempo?

Quando sono arrivato a Ragusa, esisteva un circolo filatelico, dove periodicamente si riunivano i collezionisti. Però, l’apertura del mio negozio ha determinato la chiusura del circolo, in quanto era superfluo affrontare delle spese, dal momento che si riunivano gratuitamente da me.

Lei è un commerciante di filatelia da quasi cinquant’anni; guadandosi indietro, com’è cambiata la cultura del francobollo negli anni?

Il francobollo, col passare degli anni, ha subìto un’involuzione, perché manca il ricambio generazionale: i giovani preferiscono dedicarsi alla tecnologia, piuttosto che sedersi e sistemare francobolli. Questo, purtroppo, è un dramma internazionale, non solo ibleo.

Nella sua vita ha conosciuto molti collezionisti. Come definirebbe un tipico collezionista ragusano?

Il collezionista ragusano è “prudente” e tiepido: infatti da noi non si sono formate grosse collezioni, nonostante li abbia stimolati in tutti i modi. Ci sono collezionisti molto facoltosi, ma non riservano ai francobolli somme ingenti… a parte poche eccezioni.

[Ha collaborato Kewin Lo Magno]