Il rito della “discesa” ha chiuso i festeggiamenti in onore della Madonna di Gulfi

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Si sono ufficialmente conclusi i festeggiamenti in onore della “Regina e Patrona” di Chiaramonte. Il simulacro di Maria Santissima di Gulfi, ieri pomeriggio, è stato accolto, al santuario da centinaia di devoti che, dopo aver rinnovato l’antico rito della discesa, hanno atteso il momento della sistemazione del simulacro della Vergine nella teca che lo ospita tutto l’anno. Distintivo, come sempre, il momento dell’entrata e dell’uscita, ripetuto più volte, con i portatori incalzati dalle note della marcia n.11 eseguita dalla banda musicale.

Nel primo pomeriggio, il simulacro, portato a spalla, aveva salutato per l’ultima volta, quest’anno, la chiesa Madre, in piazza Duomo, mentre, accompagnato dai portatori degli stendardi, dava vita a un altro momento atteso, quello del “cuncursu”. Come da tradizione, la Madonna è andata a “salutare” la comunità chiaramontana, quindi la chiesa del Santissimo Salvatore, per poi proseguire la propria discesa seguita da numerosi fedeli. Numerosi anche gli anziani che hanno reso il saluto alla “Bedda matri”. Dopo i quattro chilometri del percorso che separano la chiesa Madre dal Santuario, i sacerdoti, padre Salvatore Vaccaro e padre Graziano Martorana, hanno ricordato ai fedeli intervenuti il significato della presenza sul territorio cittadino della “Regina e Patrona di Chiaramonte”.

Inoltre, come da tradizione, sono state rese pubbliche le donazioni delle famiglie lontane e vicine che serviranno ad aiutare i più bisognosi. In santuario, poi, la santa messa che ha segnato ufficialmente la chiusura delle celebrazioni. “Come sempre, una discesa della Madonna – afferma padre Martorana, rettore del santuariocaratterizzata da grande fede e devozione. Il miglior viatico per rinnovare lo speciale e consolidato rapporto che lega questa cittadina, Chiaramonte, alla sua Regina e Patrona. I festeggiamenti di quest’anno non solo sono stati molto intensi ma hanno fatto registrare, se possibile, un ulteriore avvicinamento da parte dei chiaramontani verso la loro Regina e Patrona”.