‘Due pietre d’inciampo’, così Ragusa commemora due suoi ‘figli’ deportati

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Al termine della cerimonia di posa di due “pietre di inciampo” poste davanti alle abitazioni di due ragusani deportati, Vincenzo Digiacomo, in via Palermo, e Salvatore Licitra, in via Colajanni, il Sindaco Peppe Cassì ha dichiarato:

“Credo che la Giornata della memoria non vada intesa solo come ricordo di un momento storico preciso ma in maniera più ampia. Gli orrori dell’Olocausto sono infatti espressione massima di un male che appartiene anche ai nostri giorni: l’intolleranza. Più questa cresce e più deve necessariamente alzarsi la soglia della nostra attenzione. Le pietre di inciampo poste oggi a Ragusa davanti alle abitazioni di Vincenzo Digiacomo, in via Palermo, e Salvatore Licitra, in via Colajanni, due nostri concittadini deportati, hanno proprio questo significato: non solo incidere i loro nomi affinché la nostra comunità mai li dimentichi, ma “costringerci” a tenere alta l’attenzione per non rischiare di cadere nuovamente nella vergogna”.