Lettera di una mamma che chiede la presenza del marito durante il parto

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Immagine di repertorio

A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione della notizia relativa alla petizione, rivolta all’Asp e al Comune di Ragusa, lanciata da alcuni futuri papà che vogliono assistere alla nascita dei loro figli, di oggi la lettera, giunta in redazione, da parte di una futura mamma. Parole accorate e sentite che comunque devono aprire una riflessione importante.

“Ho sperato e continuo ancora a farlo, anche se manca veramente poco all’arrivo del mio piccolo, che mio marito potesse assistere all’emozione più forte e intensa che si possa vivere…la nascita del proprio figlio! Con queste parole non voglio mettere in dubbio l’operato di nessuno, voglio solo dire che la gentilezza di un’ ostetrica (senza offesa) non può eguagliare la carezza di una mamma, che la professionalità di un dottore non può mai sostituire la mano stretta e gli occhi lucidi di un marito…ci sono emozioni che vanno vissute, perché ad una coppia non capita tutti i giorni di dare alla luce un bambino, ma è un emozione che ti resta impressa per tutta la vita. Il Virus non c’ entra niente con tutto questo, perché come un dottore finito il turno toglie guanti e mascherina e continua ad avere la propria vita, anche un padre può usare tutti i dispositivi di protezione ed entrare in sala parto… ma il punto è un altro, tutti danno la stessa risposta “SI LAVORA MEGLIO” ma ne vale la pena privare mamme e papà di tutto questo solo perché “si lavora meglio???!!!”…. Questa è la lettera di una futura mamma”.