“Cosa (ri)bolle in pentola?”. Gli chef iblei ci raccontano la loro ripartenza

455

Quello della ristorazione è stato, senza dubbio, uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus. Ma, tra incertezze e dubbi, la maggior parte di chef e ristoratori non si è arresa e adesso è ripartita con rinnovata energia e con la volontà di offrire sempre il meglio, come ci raccontano alcuni chef della provincia iblea.

“La quarantena – racconta Lorenzo Ruta, chef di Taverna Migliore a Modica – ci ha dato modo di riflettere su quello che è stato fatto e su quello che si doveva fare. Ci siamo dati da fare con delivery e asporto, proponendo i piatti che sono stati i nostri cavalli di battaglia e i più apprezzati in questi anni, così abbiamo potuto riallacciare i contatti con i nostri clienti. Siamo ripartiti il 5 giugno, ci siamo organizzati senza stravolgere troppo, mantenendo invariata la qualità, anzi dove è stato possibile abbiamo premuto sull’acceleratore su novità, estro, ricerca. È andata molto bene, ci riteniamo molto soddisfatti per il numero di persone che è venuto a trovarci. Si prospetta un bel po’ di lavoro nei giorni a seguire, ciò significa che non è stato un fuoco di paglia. Abbiamo fatto dei cambiamenti in positivo, aggiungendo e non togliendo, anche nella predisposizione della sala che già garantiva la distanza di sicurezza tra tavoli, perché da sempre lavoriamo senza sovraffollamento, anzi con l’apertura della veranda fuori, adesso abbiamo ancora più spazio. Abbiamo vissuto momenti di grande incertezza, ma al momento tutto ciò è stato spazzato via, perché siamo tornati ancora meglio di prima.”

 

“Noi siamo stati – spiega lo chef Riccardo Cilia del ristorante Tocco d’Oro di Comiso – tra i primi, insieme ad altri ristoranti, a chiudere il 9 marzo, ancor prima che il governo emanasse il decreto che ci obbligava a fermarci. La quarantena inizialmente l’abbiamo  sfruttata facendo dei lavori di restauro tinteggiando tutti i locali del ristorante e il nostro dehors. In contemporanea abbiamo studiato dei piatti nuovi per il menù di primavera che per forza maggiore abbiamo messo da parte, poiché alcune materie prime non sono state più disponibile a fine lockdown, ma che riproporremo il prossimo anno. Agli inizi di maggio siamo partiti con il servizio di asporto e domicilio con i nostri cavalli di battaglia e anche qualche piatto classico. Abbiamo riscontrato molte richieste e apprezzamenti e per questo il servizio è ancora attivo, nonostante i clienti siano, finalmente, tornati al ristorante. Alla riapertura abbiamo avuto una certa emozione nel ritrovare le persone all’interno del ristorante. Stiamo tornado alla normalità”.

Anche il ristorante Votavota a Marina di Ragusa è ripartito, già lo scorso 22 maggio.

“Siamo ripartiti da dove avevamo lasciato – dice lo chef Giuseppe Causarano – noi negli anni ci siamo dedicati molto al nostro territorio e ai nostri clienti, che ci hanno permesso di ripartire in maniera veloce senza dover aspettare i turisti. Stiamo raccogliendo tutto ciò che abbiamo seminato, per questo per noi è stata una grande ripartenza, quasi inaspettata. Ci ha riempito di orgoglio e di coraggio, continueremo dunque, nella nostra strada che per molti aspetti è difficile perché fatta di sacrifici, di ricerca e di rinunce, ma la qualità paga sempre”.
“Queste settimane di lockdown per noi sono state come se il tempo si fosse fermato. – aggiunge il pastry chef del Votavota, Antonio Colombo – La voglia di ritornare in cucina è stata tanta, e quando ciò è successo è stato un inizio importante che sicuramente non ci aspettavamo. Da subito siamo riusciti a prendere il ritmo come se quelle settimane non fossero mai passate, un’emozione unica nel riaprire quella veranda, sentire l’odore del mare che ci ha dato una carica di ottimismo e vitalità, voglia di metterci di nuovo a lavoro, rivedere i nostri clienti, i nostri fornitori, toccare con mano la materia prima.  Un inizio emozionate che il tempo non potrà mai cancellare”.

“Già dal 24 aprile abbiamo avviato il servizio delivery – racconta Joseph Micieli, chef dei ristoranti Cucina Costiera e Scjabica Cuoco Pescatore a Punta Secca – E’ stato un banco di prova, un’opportunità per mantenere vivo il rapporto con i nostri clienti. Da quello siamo poi riusciti a ripartire lo scorso 12 giugno, quando abbiamo riaperto le porte dei nostri ristoranti. Abbiamo adottato alcuni accorgimenti, e soprattutto abbiamo voluto arricchire la nostra proposta con delle novità che spaziano tra nuove sfiziose ricette e nuovi drink. L’estate è alle porte e sono certo sarà l’occasione perfetta per ripartire”.