Un gatto impiccato a Sampieri, è il terzo episodio di una scia di orrori

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L’ultima, terrificante notizia è quella del gatto impiccato a Sampieri, Scicli, stamattina. Il cadavere è stato trovato legato a un albero davanti alla parrocchia della Madonna delle Grazie. Un gesto duramente condannato sui social, dove in molti commenti viene definito crudele o insano. Ma forse queste definizioni non bastano a rendere del tutto l’idea.

Per avere un quadro più ampio bisogna mettere in fila tre fatti atroci che si sono verificati negli ultimi due giorni sempre in Sicilia. Venerdì una cucciola di cane di circa trenta giorni è stata abbandonata in strada a Comiso con orecchie e coda brutalmente mozzate, ma per fortuna è stata messa in salvo grazie all’intervento tempestivo dell’Ufficio ambiente di Comiso e dei volontari dell’associazione Anpana. Sempre stamattina, a Catania, un cane adulto è stato ritrovato fra i rovi con muso e zampe legati con lo scotch. Qualcuno lo ha avvistato e ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco insieme all’unità di emergenza della Lav Catania, salvandolo dal soffocamento.

Tre episodi di violenza brutale in così poco tempo obbligano a porsi delle domande. Non si tratta infatti del gesto insano ma isolato di un folle, di una singola persona accecata dall’odio, che sarebbe ugualmente condannabile, certo, ma potrebbe essere annoverato tra le eccezioni.

Siamo di fronte a un fenomeno più ampio, che parla di una sottocultura diffusa di non rispetto delle altre specie animali, di non riconoscimento del valore delle vite, tutte. Che sia il gioco malvagio di ragazzini che tagliano le orecchie a un cane, altro episodio recente, o quanto è avvenuto sempre a Comiso, nel 2019, a Camilla, la cagna trascinata sull’asfalto da una motoape e soccorsa dai volontari del Canile Maia, si tratta sempre di azioni barbare mosse da una gravissima assenza di coscienza della sofferenza altrui, del dolore inflitto ad altri esseri, che va al di là delle età di chi le commette, della condizione sociale, del livello di istruzione.

Proprio mentre in questa parte di Sicilia si è assistito a questa scia di orrori, a Palermo si discute ancora del “nuovo” disegno di legge regionale sulla tutela dei diritti degli animali. Venerdì si è svolto un tavolo tecnico promosso dalla senatrice Loredana Russo, vice presidente dell’intergruppo sui diritti degli animali, che ha visto la partecipazione del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, del consulente dell’Ars per la revisione della legge regionale Giovanni Giacobbe Giacobbe, dei rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni veterinarie. I lavori sono iniziati circa tre anni fa, ma all’approvazione del nuovo testo non si è mai giunti.

Eppure i fatti di questi giorni dimostrano quanto sia necessario e impellente intervenire anche a livello legislativo per riuscire a colmare il vuoto di cultura e rafforzare la tutela dei diritti e del benessere animale.