Il PNRR, il sindaco Cassì spiega come Ragusa si organizza per ottenere i fondi

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Si chiama PNRR, acronimo di piano nazionale di ripresa e resilienza, e ne abbiamo sentito parlare spesso in tv e sui giornali. Il sindaco, Peppe Cassì, spiega come la città di Ragusa si sta attrezzando per intercettare questi finanziamenti. Riportiamo integralmente la sua lettera aperta:

“La pandemia ha inciso profondamente sul nostro modo di vivere generando una crisi paragonabile solo a quella delle grandi guerre mondiali. Come avvenne allora, da una tragedia possono nascere grandi opportunità di crescita.

Si parla ovunque e continuamente, ma con poca consapevolezza, del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Proviamo a fare un po’ di chiarezza sui suoi contenuti, sul ruolo dei Comuni nella sua attuazione, e sulle sue possibili ricadute sui territori.

L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il “Next-Generation EU” (NGEU), come è stato ribattezzato quello che in origine era definito “Recovery Fund”, per meglio evidenziare che le riforme ed i progetti previsti dovranno essere pensati e realizzati a beneficio in particolare dei giovani e delle future generazioni, i cui interessi sono in genere trascurati da una politica che punta più al consenso rapido con misure di assistenza destinate agli adulti, a prescindere dagli effetti che esse avranno nel lungo periodo a discapito di chi arriverà dopo di noi.

Si tratta di un programma di portata inedita, che per l’Italia rappresenta una opportunità imperdibile di sviluppo legato anche alla realizzazione di riforme: gli ingenti finanziamenti sono infatti vincolati alla approvazione di riforme strutturali attese da decenni, per rimuovere ostacoli che hanno determinato i ritardi conclamati del sistema Italia rispetto al resto d’Europa.

Proprio per questo, per colmare questo gap, l’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF, della durata di sei anni) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU, a breve termine per sostenere il rilancio). Il solo RRF garantisce all’Italia risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, che il Governo integrerà con un fondo complementare nazionale da ulteriori 30,6 miliardi, per un totale di 222,1 miliardi di euro.

Per beneficiarne, il dispositivo RRF richiede agli Stati di presentare un pacchetto di investimenti e riforme: ecco quindi il famoso PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con cui l’Italia intende attuare le riforme richieste ed utilizzare le risorse anzidette.

Questo Piano si articola in sei Missioni: Transizione digitale, cultura e turismo (che assorbirà il 21% delle risorse); Transizione ecologica (31%); Infrastrutture per la mobilità sostenibile (13%); Istruzione e ricerca (16%); Inclusione e coesione (11%); Salute (8%).

Il 40% dei fondi del Piano sono destinate al Mezzogiorno, sulla base di regole e principi europei (non sempre applicati), che prevedono maggiori risorse per ridurre le diseguaglianze che patiscono i territori più marginali e distanti dai centri di potere, e che soffrono un gap anche infrastrutturale che noi siciliani, e ragusani in particolare, ben conosciamo.

Il Governo ha predisposto uno schema di governance del PNRR che prevede una struttura di coordinamento centrale nel Ministero dell’Economia. All’attuazione dei singoli interventi provvedono lo stesso Governo, le Regioni e gli Enti locali: i Comuni dovranno gestire come soggetti attuatori circa 28 miliardi (escluse le 14 città metropolitane che avranno fondi a parte). Il Governo ha garantito un supporto ai Comuni con 1.000 esperti aventi il compito di spiegare le procedure e i meccanismi; ed ha previsto la assunzione rapida di personale a tempo determinato per rafforzare la capacità progettuale ed operativa dei Comuni: è chiaro che senza adeguate risorse umane ed organizzative il rischio di perdere questa opportunità storica è elevatissimo.

Ai Comuni è quindi riconosciuto un ruolo centrale e operativo per una parte cospicua, anche se non prevalente, di questi fondi, con un grande focus sulla transizione verde e su quella digitale, cui sono destinate più della metà delle risorse.

Già sono stati pubblicati, con scadenza a 60 giorni, i primi avvisi per la presentazione di progetti e richieste di finanziamento, come ad esempio quello per la sostituzione e l’efficientamento delle reti idriche, per la realizzazione di impianti di trasformazione e riciclo dei rifiuti (destinati agli enti di ambito, in Sicilia rispettivamente Ati Idrico ed SRR) e quello destinato alle scuole dell’infanzia (da 0 a 6 anni) per nuovi plessi, manutenzione straordinaria di quelli esistenti, mense, palestre. Altri avvisi sono attesi nelle prossime settimane.

Entro il giugno 2022 tutti gli avvisi saranno chiusi ed entro il dicembre 2023 dovranno essere espletate le procedure di gara ed aprirsi i cantieri. I lavori dovranno essere completati entro il 2026.

Ai fondi del PNRR si aggiungeranno le risorse strutturali della programmazione europea 2021/2027, per altri svariati miliardi di euro, ma tra gli uni e gli altri vi è una differenza sostanziale. Il PNRR è un piano di performance: ci sono milestones (pietre miliari) e target (obiettivi) intermedi, ed una valutazione con cadenza semestrale sul conseguimento degli stessi, pena la perdita del diritto ai fondi. Il Governo sta correndo per raggiungere questi obiettivi, per approvare le riforme richieste (a cominciare da quelle della giustizia, della P.A., degli appalti pubblici, del federalismo fiscale, eccetera), i primi dei quali sono già in scadenza a fine dicembre.

Si impone quindi anche per i Comuni una semplificazione contabile e delle procedure di gara, ed in questo senso il presidente del Consiglio ed i ministri competenti hanno assunto precisi impegni anche in occasione della recente assemblea Anci di Parma.

E Ragusa? Come ci stiamo muovendo?
ATI idrico e SRR come enti sovracomunali d’ambito che inglobano l’intera provincia di Ragusa: pur nella incertezza delle procedure ed in mezzo a problemi operativi di ogni tipo, sono già al lavoro per la individuazione degli interventi utili e l’avvio della progettazione, che per forza di cose (carenza di personale) dovrà essere affidata a tecnici esterni. 

Quanto alla città di Ragusa, considerata la tempistica incalzante, è onere di questa Amministrazione attendere al gravoso compito di programmare l’utilizzo di queste risorse, di operare delle scelte secondo gli indirizzi forniti dall’Europa, di rimanere agganciata a questa inattesa opportunità di crescita. L’anno 2022 sarà decisivo per la messa a terra dei progetti. È in programma la formazione di tavoli intersettoriali al lavoro sulle sei Missioni previste e la creazione di una struttura interna composta da segretario generale, dirigenti e funzionari cui sarà demandata la gestione operativa. La struttura è già sovraccarica di incombenze ordinarie e straordinarie, ma chiederemo ulteriori sforzi e disponibilità al personale, confidando (e come noi tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, dal più grande al più piccolo) che arrivino in fretta le risorse a supporto promesse dal Governo centrale. Ragusa, ne sono certo, sarà come sempre nel gruppo di testa delle città del Sud, quanto a progettazione, intercettazione di risorse e rapidità di procedure.

È già in pieno svolgimento un’azione di intensa rigenerazione e di trasformazione del centro storico, delle contrade, di Marina di Ragusa, sulla base di una visione complessiva e di un chiaro progetto di Città che prevede interventi e opere pubbliche già finanziate per oltre 100 milioni di euro, e che sarà nostra cura spiegare nei particolari alla città.

Le ulteriori risorse in arrivo impongono di integrare questa programmazione in tempi ristrettissimi, ed a tale scopo si creeranno a stretto giro occasioni di confronto con gli operatori di settore, con partiti e movimenti, con parti sindacali e datoriali, con associazioni e portatori di interessi.

Un gravoso impegno attende le Istituzioni a tutti i livelli. Si impongono coesione e unità di intenti, oltre che rapidità ed efficienza. In pochi mesi si deciderà la sorte delle città e della nazione dei prossimi decenni”.