Il Vo.Cri. e la ‘creatività della carità’: la pandemia non ferma la solidarietà

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Un momento della prima visita del vescovo La Placa alla sede del VO.CRI.

Circa trecento persone che quotidianamente vengono sostenute con la distribuzione di pane e altri alimenti, con la consegna di vestiti, elettrodomestici, mobili, suppellettili varie e giocattoli per bambini. Una quindicina di bambini e ragazzi aiutati nel doposcuola. Almeno sessanta volontari impegnati su vari fronti: quello educativo e scolastico, quello della distribuzione del cibo  degli alimenti e degli indumenti. Una grande tradizione di prossimità e di cura che, nonostante le difficoltà, si apre anche a nuove idee. Perché non manchi mai quell’apertura alla creatività che Papa Francesco indica sempre anche agli operatori della carità. Il VO.CRI., volontariato cristiano, che opera in pieno centro storico a Ragusa da quasi trent’anni, non si ferma mai. Neppure con la pandemia, pur con una serie di precauzioni necessarie. Si è dovuto decidere di diminuire il numero dei ragazzini del doposcuola, passando da una trentina a circa la metà. Ma il servizio prosegue, sempre grazie al prezioso impegno di insegnanti, alcuni in pensione e altri in attività. La distribuzione del ‘pane del giorno prima’: ogni giorno almeno cinquanta/sessante persone si presentano nella sede di via Ecce Homo, e trovano i volontari sempre presenti a distribuire ciò che hanno ricevuto dai panifici e da altri negozi di generi alimentari della città. La distribuzione degli indumenti e di coperte. In questi due anni di pandemia, il VO.CRI. ha anche contribuito, con buoni spesa e con sostegni per il pagamento di medicinali o di visite specialistiche, di affitti o bollette varie di energia, gas, ad alleviare la drammatica situazione economica che ha colpito tantissime famiglie anche a Ragusa. “Abbiamo ricevuto seimila euro lo scorso anno e la stessa cifra quest’anno dalla Conferenza Episcopale Italiana – spiega il presidente del Vo.Cri., Salvatore Criscione -. Abbiamo già erogato tremila euro di buoni spesa e duemila euro per bombole del gas, spese mediche, pagamenti di affitti e di bollette. Ora acquisteremo altri buoni spesa: le richieste sono davvero tante”. Di recente, l’associazione ha dovuto fare a meno di una parte dei locali, messi in vendita da parte dell’ente che li ha messi a disposizione. E non è facile fare tutto in quegli spazi ridotti. Nonostante ciò, il VO.CRI. continua a essere accanto ai bisogni della gente. “Abbiamo tante richieste di famiglie che non hanno una lavatrice in casa di potere avere un luogo dove fare il bucato – spiega Criscione -. Qualche lavatrice l’abbiamo recuperata da chi l’ha dismessa, ma non siamo in grado di soddisfare tutti, purtroppo. Abbiamo pensato allora di realizzare una sorta di punto in cui ciascuno possa lavare i propri panni e asciugarli. Non è facile, siamo in cerca di locali in centro. L’impegno c’è, speriamo si possa realizzare”. Le attività proseguono quotidianamente, anche sotto Natale. La prossima settimana saranno distribuiti dei regali ai ragazzi del doposcuola. Il VO.CRI.: un segno prezioso di vicinanza, tutti vengono accolti senza guardare al colore della pelle, o alla nazionalità, o al credo politico o religioso, senza distinzioni di alcun tipo. Si guarda soltanto a chi ha bisogno di un aiuto, di ascolto, di futuro.