Ragusa, inaugurato il Giardino della Legalità

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Il cortile dei Salesiani di Ragusa si è trasformato in un presidio di cittadinanza attiva in occasione della “Piazza della legalità”, iniziativa inserita nel progetto “Condividere sogni per crescere insieme”, finanziato dalla Regione Siciliana.

L’evento ha coinvolto i ragazzi del Grest, offrendo loro l’opportunità di incontrare da vicino rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, in un percorso di educazione alla legalità e al senso civico.

Alla manifestazione hanno preso parte numerose autorità civili e militari della provincia, tra cui il Prefetto di Ragusa Tania Giallongo, il colonnello dei Carabinieri Carmine Rosciano, il comandante della Polizia Penitenziaria Claudio Iacobelli, il capitano della Guardia di Finanza Guido Silvestri, l’ispettore dei Vigili del Fuoco Fabio Cascone, il primo dirigente della Polizia di Stato e il primo maresciallo dell’Esercito Italiano Fichera.

La giornata si è aperta con la visita agli stand espositivi delle forze dell’ordine, che hanno illustrato ai giovani partecipanti i rispettivi compiti e attività. Successivamente si è svolto un momento di confronto diretto, durante il quale i ragazzi hanno posto domande alle autorità presenti.

Particolarmente significativo l’intervento del Prefetto, che ha scelto di dialogare subito con i bambini, sottolineando l’importanza di considerare le divise come un punto di riferimento e non come una barriera. Nel suo intervento ha richiamato i valori del rispetto, della gentilezza e della convivenza civile, evidenziando il ruolo della comunità educante e degli spazi oratoriani nella crescita dei più giovani.

La giornata ha visto anche la partecipazione del gruppo “Capaci di Raccontare”, che ha offerto una testimonianza sui temi della memoria e della legalità.

Nel pomeriggio la manifestazione si è conclusa con l’inaugurazione del “Giardino della Legalità”, alla presenza del vicesindaco Gianni Giuffrida e dell’assessore all’Istruzione Catia Pasta. Il nuovo spazio sorge nell’area dove nel 1999 era stato piantato un carrubo in memoria delle vittime della mafia, rafforzando così il valore simbolico del luogo.

L’iniziativa ha voluto avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni, promuovendo il valore del bene comune e della legalità come pratica quotidiana fondata su rispetto, ascolto e responsabilità condivisa.