
Un lieve aumento dell’incidenza dei tumori, soprattutto tra le donne, ma anche una sopravvivenza in crescita e tassi complessivamente inferiori rispetto alla media regionale e nazionale. È il quadro che emerge dal nuovo report del Registro Tumori dell’Asp di Ragusa, presentato oggi dalla responsabile Antonella Usticano, con un aggiornamento dei dati epidemiologici relativi al periodo 2015-2019 e un addendum fino al 2022.
Nel quinquennio 2015-2019 il Registro ha censito 7.544 nuovi casi di tumore, saliti a 7.926 nell’aggiornamento 2018-2022. La maggior parte delle diagnosi (61%) riguarda persone con oltre 65 anni, mentre i casi pediatrici rappresentano appena lo 0,5%. La distribuzione tra uomini e donne resta sostanzialmente stabile, con una lieve prevalenza maschile.
Il rapporto evidenzia un leggero incremento dell’incidenza complessiva dei tumori (esclusi quelli della cute non melanoma), accompagnato da un aumento dei tassi standardizzati. L’incremento risulta statisticamente significativo solo nella popolazione femminile, mentre negli uomini la variazione non raggiunge la significatività statistica.
Nonostante questo aumento, il report sottolinea che la provincia di Ragusa continua a mantenere tassi di incidenza e mortalità generalmente inferiori sia alla media siciliana sia a quella nazionale rilevata dal Pool AIRTUM.
Negli uomini il tumore più diagnosticato continua a essere quello della prostata, che rappresenta il 17% di tutte le nuove diagnosi. Seguono il colon-retto (14% nell’aggiornamento al 2022), il polmone (13%), la vescica (12%) e il melanoma.
Tra le donne domina invece il tumore della mammella, che da solo rappresenta circa il 30% delle nuove diagnosi. Seguono il colon-retto, il polmone, i tumori del sistema nervoso centrale e quelli del corpo dell’utero. Un dato che richiama l’attenzione è proprio la crescita del tumore del polmone nella popolazione femminile, salito al terzo posto nella graduatoria delle neoplasie più frequenti.
Nel periodo 2015-2019 in provincia di Ragusa si sono registrati oltre 3.600 decessi attribuibili a tumori maligni. L’analisi mostra però che i tassi di mortalità non presentano variazioni statisticamente significative rispetto al periodo successivo.
Il dato più incoraggiante riguarda invece la sopravvivenza. Sia negli uomini sia nelle donne, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi risulta superiore alla media nazionale e mostra un ulteriore miglioramento anche a dieci anni. Un risultato che gli autori del report attribuiscono al rafforzamento della prevenzione, alla maggiore adesione agli screening oncologici, alla diagnosi precoce e all’efficacia delle terapie disponibili.
L’analisi territoriale evidenzia alcune differenze tra i comuni e i distretti sanitari, senza però delineare situazioni di allarme diffuse.
Nel periodo 2015-2019 i tassi di incidenza superiori alla media provinciale si osservavano negli uomini nei distretti di Ragusa e Vittoria, mentre nell’aggiornamento al 2022 il dato più elevato si registra nel distretto di Modica. Tra le donne continua invece a distinguersi il distretto di Ragusa.
Guardando ai singoli comuni emergono alcune particolarità: Pozzallo continua a presentare un’incidenza del tumore del polmone negli uomini superiore alla media provinciale, mentre per il melanoma maschile l’aggiornamento al 2022 segnala un aumento dei comuni con valori superiori alla media. Per molte altre sedi tumorali, invece, non si osservano differenze statisticamente significative tra i diversi territori della provincia.
La fotografia che emerge dal nuovo rapporto è quindi complessa: da un lato un leggero aumento delle diagnosi, dall’altro risultati incoraggianti sul fronte della sopravvivenza, a conferma del ruolo sempre più decisivo degli screening, della diagnosi precoce e dei progressi terapeutici nella lotta contro il cancro.
