Capo Mulini, relitto romano: nuove scoperte sui commerci

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Nuovi elementi emergono dagli studi sul relitto romano di Capo Mulini, nel tratto di mare compreso tra Acireale e Aci Castello. La conclusione della recente campagna di monitoraggio e ricerca condotta dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana apre infatti a scenari inediti sulle rotte commerciali della Sicilia in età romana repubblicana.

Le analisi archeometriche sui reperti recuperati suggeriscono che una parte significativa del carico di anfore potrebbe essere stata prodotta nell’area dello Stretto di Messina, ipotesi che potrebbe modificare in modo rilevante le conoscenze finora acquisite sui traffici marittimi dell’epoca.

Il relitto, databile tra l’ultimo quarto del II secolo e la metà del I secolo a.C., è considerato uno dei contesti archeologici subacquei più rilevanti del Mediterraneo per lo studio dei traffici antichi. A dieci anni dalle prime indagini, la nuova campagna ha incluso rilievi fotogrammetrici tridimensionali del sito e il recupero di campioni di anfore, laterizi e componenti in piombo delle ancore e della sentina, ora in fase di analisi archeometrica.

Le operazioni si sono svolte in condizioni particolarmente complesse, a causa della profondità e delle forti correnti marine. L’intervento è stato condotto dalla Soprintendenza del Mare con il supporto del Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera.

Le attività sono state coordinate dall’archeologo della Soprintendenza del Mare Roberto La Rocca, con la collaborazione degli ispettori onorari Giamichele Iaria, Leonardo Leonardi e Fabio Portella.