
Torna al centro del dibattito politico siciliano il tema del futuro delle ex Province e della loro governance. A riaccendere la discussione è Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana, che annuncia la presentazione di un nuovo disegno di legge per il ripristino dell’elezione diretta dei vertici degli enti di area vasta, chiedendone la rapida calendarizzazione in Aula.
“Ho deciso di ripresentare e sollecitare la trattazione di un disegno di legge già depositato negli anni scorsi – afferma Figuccia –. È un atto di responsabilità verso i cittadini siciliani. Dobbiamo restituire la voce al territorio e tornare all’elezione diretta, che rappresenta la massima garanzia di democrazia e uno strumento per garantire stabilità e piena operatività agli enti”.
Secondo il parlamentare regionale, il ruolo delle Province resta centrale nella gestione di servizi essenziali. In particolare, Figuccia richiama l’attenzione su settori come l’edilizia scolastica, la viabilità provinciale e l’assistenza alle persone con disabilità, ambiti nei quali “servono amministratori scelti direttamente dai cittadini, dotati di poteri e risorse adeguate per rispondere ai bisogni delle comunità”.
Sul tema abbiamo chiesto il parere della presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, che a Ragusah24.it ha dichiarato:“Sono presidente eletto di di secondo livello e sto svolgendo il mio ruolo con senso di responsabilità – spiega – ma comprendo che gestire contemporaneamente due ruoli così complessi non è cosa semplice. La mancanza di un apparato politico, come quello della giunta e degli assessori complica ulteriormente il lavoro”.
Schembari esprime quindi una posizione favorevole al ritorno all’elezione diretta: “Piena condivisione di questa linea” ha infatti dichiarato, aggiungendo: “Il ripristino di un organo politico-amministrativo scelto dai cittadini rappresenta, a mio avviso, un fatto di civiltà democratica assoluta”.
Il dibattito sul riordino degli enti intermedi si riaccende dunque in Sicilia, tra richieste di maggiore rappresentanza democratica e necessità di garantire continuità ed efficacia amministrativa.
