La ‘famiglia modicana’ riabbraccia don Corrado Lorefice

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Ritrovare Don Corrado Lorefice è, per tutta Modica e per ancor più per la Chiesa Madre di San Pietro, ritrovare un amico.

In una dimensione di famiglia che nulla ha a che vedere coi ruoli e tutto ha, invece, in comune con la sostanza delle relazioni. Tornato a casa, domenica scorsa, per mantenere con i suoi ragazzi l’impegno di celebrare personalmente le cresime di quest’anno, Don Corrado ha condiviso ancora una volta con la sua comunità due intensi momenti: il passaggio di consegne, seppur ancora informale, con frate Antonello, e la presentazione del libro con i suoi primi discorsi e le sue prime omelie da vescovo di Palermo. Anzi, da Vescovo.

Guardando alle tre navate della sua San Pietro ricolme di persone ansiose di riabbracciarlo. A loro, ha raccontato dei suoi primi due mesi e mezzo a Palermo, in dialogo con padre Giovanni Salonia, a partire dagli spunti di questo libretto, “Primi discorsi e omelie”, edito da “Il pozzo di Giacobbe”, che porta in copertina la foto della sua ordinazione, di spalle, con il Vangelo sopra il capo. “Mi piaceva, quell’immagine – ha raccontato lui stesso – proprio per il motivo per cui è nato questo libro, a cui quasi volevo dare come sottotitolo ‘sotto il primato della Parola’. Ecco, il primato della Parola è ciò che ha sin dall’inizio ho voluto fosse la misura dell’episcopato, il cui scopo essenziale e far arrivare la parola di Dio come parola umana che nutra il cuore. Ed esattamente come due mesi fa vi ho detto che ciò che era accaduto a uno era in realtà accaduto a tutti, oggi vi confermo che se c’è tra questa parole qualcuna capace di raggiungere il cuore, è maturata insieme a voi nell’esperienza della nostra dimensione comunitaria”.

Nel libro ci sono il discorso di piazza Pretoria e il discorso in Cattedrale del 5 dicembre, giorno dell’ordinazione, poi l’omelia  e il discorso di piazza San Domenico dell’Immacolata, l’omelia per l’apertura della Porta santa il 13 dicembre e l’omelia del giorno di Natale.

Discorsi e omelie – ha scritto il prof. Antonio Sichera, curatore del volume, nell’introduzione – che assumono un valore di proposta di stile ecclesiale. Il riferimento costante al Vangelo, l’annuncio dell’abbraccio affettuoso di Cristo, il confronto con la testimonianza dei martiri per la fede e per la giustizia, l’attenzione privilegiata ai poveri, l’interpretazione di Maria come donna del dialogo, la ricerca delle cose essenziali della fede, la tensione all’ascolto di ognuno, senza barriere di appartenenza ecclesiale o culturale, l’apertura al dialogo intercoffesionale e interreligioso, la consapevolezza del valore fondativo della Costituzione italiana, emergono da queste prime parole del vescovo Corrado non come enunciazioni di astratti assunti teologici, bensì quali linee di un cammino ecclesiale, all’interno di un orizzonte ispirato e sostenuto da una fede radicata e forte, da un’autentica tensione pastorale, da una calda umanità”.

[Fonte La Sicilia]