Servizio socio-psico-pedagogico nel caos

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Tutt’altro che risolta la problematica riguardante il servizio socio-psico-pedagogico che coinvolge le famiglie di 6mila alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Si attendeva l’approvazione del bilancio comunale per sboccare l’iter di un bando pubblico che riassegnasse il servizio nei termini previsti dalla legge. Eppure ancora sono ben pochi i passi compiuti in tale direzione. Le cooperative che da più di 30 anni svolgono in maniera continuativa il servizio hanno ricevuto una temporanea proroga che ha permesso loro di avviare l’attività solamente dal 15 novembre. In forte ritardo quindi rispetto l’inizio dell’anno scolastico, ma ciò non è tutto. La proroga in questione ha riguardato un monte ore dimezzato rispetto le abituali 80 ore mensili e sarà valida fino alla pausa natalizia. Sul futuro nessuna certezza. “In questi pochi giorni di attività abbiamo riscontrato un numero elevato di segnalazioni da parte degli istituti scolastici comunali – spiega il presidente della cooperativa Vis Biagio Randazzo – molti i casi di alunni da trattare con urgenza. Purtroppo non possiamo svolgere al meglio il nostro lavoro poiché molti richiederebbero un intervento a lungo termine e noi, con una scadenza così imminente, non possiamo appontare nessuna terapia”. “L’amministrazione da tempo ha assicurato la pubblicazione di un bando – continua il vicepresidente della cooperativa Cos Antonella Tidona – ma questa prassi richiederà almeno due mesi dal momento della divulgazione dell’avviso. Ciò significa, nella migliore delle ipotesi, riprendere l’attività a marzo inoltrato. Come faranno nel frattempo gli alunni e le famiglie che necessitano del nostro supporto?”. “Le segnalazioni – spiega Giovanni Guastella, presidente della cooperativa Agape – riguardano forme di disagio a 360 gradi. Interveniamo sia a supporto di alunni disabili che di studenti con problematiche di tipo psico-sociale. Tutti casi che in nostra assenza ricadono interamente sulle spalle degli insegnanti”. Sono ben 43 le professionalità impiegate nelle tre cooperative che dal 1981 svolgono il servizio per conto dell’amministrazione comunale, prima per affidamento diretto e poi, da quando la normativa lo impone, con l’assegnazione tramite un bando. L’ultima gara ad evidenza pubblica risale a due anni fa ed è scaduta a giugno. Da sei mesi quindi si attende una mossa da parte dell’amministrazione comunale. “Una situazione che da tempo viene valutata attentamente – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Flavio Brafa – e che purtroppo non abbiamo potuto risolvere prima dell’approvazione del bilancio comunale poiché il servizio socio-psico-pedagogico, a causa della superficialità con la quale si sono redatti i capitolati negli anni addietro, non rientra nei servizi essenziali e quindi non può per termini di legge essere ancora una volta prorogato. Il settore Servizi sociali si sta muovendo per il nuovo bando, il dottor Alessandro Licitra sta strutturando l’iter da seguire”. “Gli uffici sono purtroppo ingolfati dalla grande mole di lavoro – ha concluso il dirigente del settore Santi Distefano – ma a breve riusciremo ad avviare la gara per garantire alle scuole comunali una normale gestione del servizio”.