Nuovo centro di protezione Civile: se ne parla tra “le scintille” di maggioranza e opposizione

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«Fra pochi mesi a Ragusa sorgerà il primo Centro polifunzionale della Protezione civile in Sicilia, un esempio che gli altri comuni seguiranno in termini di sicurezza». Queste le parole utilizzate dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Dimartino per descrivere il complesso edilizio che raggrupperà la nuova sede del Dipartimento regionale di Protezione civile, l’Ufficio comunale di Protezione civile, nonché il comando provinciale dei Vigili del Fuoco. La proposta di Giunta è stata esaminata dal consiglio comunale lunedì sera, raccogliendo l’unanimità dei consensi. L’edificio sarà ubicato in via La Pira, in un terreno di pertinenza comunale il cui uso verrà ceduto in convenzione agli enti che vi opereranno. Nelle previsioni del PRG vigente, l’area ricade nell’ambito perequativo “Parco agricolo” per cui il massimo consesso cittadino approvando l’opera, in linea con i dettami legislativi della l.r. 30/04/1991 n. 15, ha contestualmente avallato la variante al Piano necessaria al proseguimento dei lavori. «Il sito individuato rappresenta la migliore risposta alle esigenze funzionali del Centro – ha spiegato il responsabile del servizio comunale di Protezione civile, Marcello Dimartino – l’ubicazione è in prossimità delle principali arterie stradali, l’area in caso di calamità fornisce ottime caratteristiche logistiche e si trova vicino ad alcune scuole, oltre che ad edifici strategici come l’ospedale». Il nuovo Centro sarà realizzato con finanziamenti regionali a valere sul Po-Fers 2007-2013 per cui dovrà essere terminato entro il 2014 e rendicontato entro giugno del 2015. Il primo step di finanziamento ammonterà a 4 milioni e 800mila euro e sarà impiegato per l’edificio destinato alla Protezione civile; in totale l’opera costerà 12 milioni di euro. «I tempi sono strettissimi – ha concluso l’architetto Dimartino – per questo motivo la tipologia costruttiva sarà costituita da pannelli di cemento armato prefabbricato».

La seduta, presieduta dal vice presidente Giorgio Licitra, è stata aperta dalle ormai solite scintille tra i consiglieri Angelo Laporta e Zaara Federico. L’esponente del movimento Territorio ha deciso di troncare la propria comunicazione in merito al Punto di spesa solidale istituito dall’amministrazione ed ha deciso di abbandonare l’aula per protesta. «La situazione è preoccupante – è intervenuta Elisa Marino – tra questi banchi non esiste più libertà di dissentire. Dovrebbe uscire fuori chi disturba, non chi viene disturbato». Polemiche in aula persino sulla discussione di un ordine del giorno, presentato il 25 novembre 2013 dal consigliere Marino, riguardante l’attività inerente le pari opportunità in recepimento della legge 15 ottobre 2013 n.119. La maggioranza, dalle parole del capogruppo Cinque stelle Dario Gulino, ritiene che sebbene ricco di ottimi propositi, l’ordine del giorno rappresenti azioni che già rientrano nel protocollo di intesa sottoscritto in Prefettura lo scorso novembre dal Comune, quindi decide di astenersi. In realtà il consiglio respinge l’atto con 12 astenuti e ben 7 contrari. Passano invece all’unanimità sia l’ordine del giorno firmato Maurizio Tumino, Lo Destro e Mirabella sull’intitolazione di una via pubblica al Maestro Giuseppe Criscione che la Mozione presentata dai consiglieri Antoci, Castro, Serena Tumino, Stevanato, Federico e Spadola relativa alla “Raccolta differenziata porta a porta”.