Dall’unità d’Italia a oggi: la travagliata storia del carcere di Modica

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Il carcere di Modica è presente nella parte alta della città, nella struttura adiacente la Chiesa e il Convento di Santa Maria del Gesù, dal 1865: con l’Unità d’Italia e le leggi sulla liquidazione dell’asse ecclesiastico, infatti, gran parte dei fabbricati conventuali furono incamerati dallo Stato e convertiti in sedi di pubblici uffici.

La storia del carcere di Modica ha fortemente condizionato quel Complesso monumentale, unica testimonianza architettonica della Contea sopravvissuta integralmente al terremoto del 1693: le celle dei frati divennero infatti quelle dei carcerati, le preziose colonne tortili del Chiostro furono utilizzate come strutture portanti per le pareti degli uffici, il Chiostro stesso fu messo a disposizione dell’ora d’aria dei detenuti. Il restauro della Chiesa e del Convento, completato nel 2010, ha lasciato al Carcere la possibilità di utilizzare solo gli edifici più moderni, che si affacciano su piazza del Gesù.

Nel 2003 il comune di Modica ha assegnato al Ministero della Giustizia un’ampia area pubblica, in contrada Catanzarello, per la costruzione di un nuovo istituto penitenziario, il cui progetto non è stato in realtà mai redatto.

Negli ultimi anni e in particolare sotto la direzione della dott.ssa Giovanna Maltese, il carcere di Modica si è distinto non solo per le numerose attività orientate al recupero e alla riabilitazione sociale dei detenuti (scuola, formazione professionale, lavoro intramunario), ma anche – nel contesto nazionale – per le condizioni di grande decoro e umanità e le opere di razionalizzazione volte ad avvicinarsi quanto più possibile al modello costituzionalmente previsto per l’esecuzione della pena (camere detentive adeguate, servizi igienici adeguati, palestra, cappella, cortile con pavimentazione antitrauma, sala d’attesa per i familiari con giochi per i bambini).

Nel dicembre 2012, in un contesto di spending review e contestualmente ai provvedimenti di riorganizzazione delle geografia giudiziaria che hanno visto la soppressione del Tribunale di Modica, il Governo nazionale ha cominciato a lavorare alla razionalizzazione della geografia penitenziaria e sono giunte le prime notizie circa il rischio che anche il carcere venisse soppresso.

Il 1 febbraio 2013 è stato ufficializzato il decreto di chiusura e nell’aprile del 2014 il Ministero ha inviato ai carceri interessati – in Sicilia si tratta di Modica, Mistretta e Nicosia – le disposizioni per i trasferimenti, fissando poi il termine ultimo per il 23 maggio. È del 16 maggio la comunicazione del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Palermo che sospende momentaneamente queste disposizioni.