Approvate le modifiche al Regolamento della zona artigianale di Ragusa

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Il consiglio comunale approva le modifiche al Regolamento di assegnazione dei lotti alla zona artigianale di Ragusa. Un atto deliberato in Giunta lo scorso febbraio e che adesso prende definitivamente forma in aula consiliare attraverso diciannove emendamenti (cinque dei Cinque stelle, tre dell’Amministrazione, il resto della opposizione).

Correttivi apportati a seguito di una lunga serie di concertazioni con la CNA e con le associazioni di categoria interessate, come ha sottolineato lo stesso assessore alle Attività produttive Stefano Martorana. “Compiamo il primo passo verso una rivalutazione della zona artigianale di contrada Mugno” ha continuato “finora una delle incompiute cittadine.
Sappiamo bene che ci sarà ancora molto da lavorare, a cominciare dalla metanizzazione dell’area. Il Regolamento adottato si muove verso logiche di trasparenza per quanto riguarda l’assegnazione dei lotti e di snellimento delle procedure”.
Astenuta l’opposizione. “Di questo atto se ne dovrebbe ancora parlare in maniera approfondita. Confidavamo in una maggiore apertura da parte dell’aula sui miglioramenti alla regolamentazione – ha affermato l’instancabile Maurizio Tumino – e già in commissione avevamo segnalato alcuni passaggi da sistemare per evitare di esporre l’Ente a qualsiasi tipo di contenzioso. Unica questione correttamene accettata la modifica dell’articolo 14″.

Insomma, a distanza di una settimana dall’occupazione dell’aula, dai toni altissimi e dalle catene di Lo Destro e i dipendenti della ditta Busso, all’interno dell’assemblea cittadina si respira maggiore equilibrio, quasi una pausa per rifiatare.

Nel corso delle comunicazioni iniziali, infatti, il tandem Lo Destro-Tumino sembra già lanciare la prossima volata.
Prima Tumino, il quale rivendica la protesta che ha portato al felice epilogo della vicenda dei dodici dipendenti della Busso, grazie all’intervento del Prefetto Annunziato Vardè, poi Lo Destro che, scusandosi per il gesto estremo ne ribadisce le intenzioni e sottolinea come, dopo la questione dei dodici dell’allegato C ormai tutelati dalle restrizioni del bando di Igiene ambientale, un’altra battaglia si scorge all’orizzonte: quella dei tredici lavoratori della cooperativa che attualmente gestisce l’impianto di sollevamento idrico. Servizio che, per scelta dell’Amministrazione, a breve potrebbe essere affidato attraverso un bando.

Che sia proprio giovedì, giorno in cui è stata fissata la votazione del Piano triennale delle opere pubbliche sospesa proprio a causa dell’occupazione dell’aula la scorsa settimana, il momento adatto per intraprendere la nuova causa?