Lo scafista di ieri era già stato espulso dall’Italia quattro anni fa. Arrestato subito

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La Polizia Giudiziaria ha arrestato un tunisino con diversi precedenti penali in Italia. Era stato espulso 4 anni fa dopo una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti ed aver scontato la pena in carcere. Lo scafista è stato tradito per aver sorriso ad una battuta scherzosa in italiano di uno Agente di Polizia che ha permesso di isolarlo dagli altri subito: è responsabile di aver procurato l’ingresso di 222 migranti siriani, molti dei quali nati da pochi giorni.
Le indagini sono state difficilissime perché sono state soccorse 5 barche per un totale di quasi mille persone, pertanto per individuare i gruppi di migranti a fronte delle esigenze di Ordine e Sicurezza Pubblica gli investigatori hanno dovuto fare degli sforzi incredibili.
Oggi la Questura di Ragusa ha già organizzato il trasferimento di centinaia di migranti con charter dall’aeroporto di Comiso.

Ecco i dettagli, nel comunicato della Squadra Mobile:

La Polizia Giudiziaria ha eseguito il fermo di ZID Mohamed nato in Tunisia il 09/06/1975 in quanto responsabile del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, ovvero si associavano con altri soggetti presenti in Egitto al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.
Il fermato si è reso responsabile di aver procurato l’ingresso in Italia complessivamente di 222 migranti eludendo i controlli di frontiera, in quanto in modo preordinato chiedevano i soccorsi mettendo in serio pericolo di vita tutti i passeggeri di origini siriane 50 dei quali minori di cui molti nati da pochi giorni.

I FATTI
Alle ore 17,45 del 04/08/2014 la Nave Militare “DATTILO CP 940” della Guardia Costiera, a seguito di segnalazione pervenutale dall’MRCC di Roma veniva inviata per evento SAR (Search And Rescue) di un barcone alla deriva. Alle ore 18,05 successive l’unità navale raggiungeva il predetto natante ed effettuava il trasbordo dei migranti che terminava alle ore 18,50. Venivano soccorsi 152 uomini, 30 donne e 41 bambini per un totale di 223 persone provenienti prevalentemente da Siria. Effettuato il soccorso, la nave effettuava nelle ore successive altri 4 recuperi per un totale di 957 migranti di varie nazionalità facendo rotta per il Porto di Pozzallo

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA
Le operazioni di sbarco al porto di Pozzallo venivano coordinate Funzionario della Polizia di Stato della Questura di Ragusa responsabile dell’Ordine Pubblico, alla presenza del Viario della Prefettura e della Questura in considerazione dell’emergenza di rilevante entità da gestire considerato l’elevato numero dei migranti.
A tali operazioni partecipavano 40 Agenti della Polizia di Stato ed altri operatori delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le prime cure.
Completate le fasi di assistenza e identificazione da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura, i migranti venivano ospitati al C.P.S.A. di Pozzallo (RG).
I 957 ospiti sono stati fatti scendere in ordine di priorità, ovvero prima i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, così come i 20 neonati (il più piccolo di 11 giorni) e le donne gravide, poi sono scese donne e bambini ed infine tutti gli altri.
Vista l’emergenza sono state aperte altre strutture in via provvisoria per le prime ore dall’arrivo in considerazione dell’immediato trasferimento di tutti i migranti giunti ieri.
Contestualmente all’arrivo dei migranti a bordo della nave, l’Ufficio Ordine Pubblico della Questura di Ragusa traferiva i 400 ospiti presenti al centro di Pozzallo ed in quello di c.da. Cifali di Ragusa, al fine di permettere l’ingresso degli altri appena sbarcati.
Il lavoro dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato è molto complesso e deve essere espletato in tempi ristretti così da permettere un immediato invio degli ospiti in strutture d’accoglienza.
Le operazioni di sbarco sono durate complessivamente 4 ore e gli stranieri sono stati identificati tutti grazie al lavoro dei mediatori dell’Ufficio Immigrazione e dei Poliziotti che vi prestano servizio.
Oggi verranno trasferiti centinaia di migranti a bordo di aerei charter e di autobus per le strutture di seconda accoglienza.

LE INDAGINI
Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Ragusa e del Servizio Centrale Operativo (Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato), collaborati da un’aliquota della Compagnia Carabinieri di Modica e della Sez. Operativa Navale della Guardia di Finanza, sin dai primi istanti dell’arrivo in rada del pattugliatore “Dattilo” hanno avviato le indagini salendo a bordo per verificare la presenza di elementi utili alle indagini ed acquisendo la documentazione videofotografica della nave militare. Lo scambio informativo con il personale di bordo delle navi che soccorrono queste imbarcazioni è fondamentale ed utilissimo per un immediata individuazione dei sospettati.
Immediatamente sono stati isolati i cittadini provenienti dal maghreb in quanto molto spesso sono coloro che hanno condotto le imbarcazioni o comunque coloro che collaborano con le indagini.
Uno dei tunisini presenti si è tradito quando ha sorriso ad una battuta scherzosa di un poliziotto e non poteva farlo se non conoscendo l’italiano. A questo punto il soggetto veniva isolato e confessava di aver passato oltre 10 anni in Italia e di aver commesso diversi reati, molti dei quali inerenti il traffico di sostanze stupefacenti.
È stato un lavoro durissimo quello degli investigatori dei diversi team di Polizia Giudiziaria in quanto si sono dovuti muovere tra 1.000 migranti con estrema difficoltà ed in più centri aperti per l’occasione.
Il lavoro duro ha premiato gli investigatori che sono riusciti in 20 ore ad identificare uno degli scafisti dei 5 barconi soccorsi e sono ancora a lavoro per valutare i diversi elementi raccolti fino ad ora.
Durante la fasi dell’identificazione, gli uomini della Polizia Giudiziaria tentavano un approccio grazie all’aiuto degli interpreti ma non era facile, anzi era quasi impossibile, tutti riferivano storie diverse perché una volta soccorsi si sono mescolati tra loro e non erano più facenti parte del gruppo con il quale avevano viaggiato ma si erano uniti tra loro per etnie.
Dopo ore di interviste e di richieste per una collaborazione con la Polizia, finalmente la chiave di svolta, uno dei migranti cedeva e raccontava tutto indicando gli altri compagni di viaggio e quindi gli altri testimoni.
La ricostruzione dei testimoni era molto precisa e dettagliata in ogni sua parte. Gli organizzatori libici, hanno fatto partire tutti i migranti da una piccola spiaggia a bordo di lance di piccole dimensioni ed a gruppi di 25/30.
Ogni viaggio durava quasi un’ora fino a giungere ad un punto di mare dove li attendeva un peschereccio più grande.
La professionalità degli uomini della Polizia Giudiziaria ha permesso di individuare anche questa volta l’autore di questo traffico di migranti ormai diventato un enorme businnes per gli organizzatori, in questo caso tutti libici ed un tunisino.
Lo scafista era già stato in Italia ed aveva commesso diversi reati molti dei quali inerenti il traffico di sostanze stupefacenti. Al termine di una delle condanne scontate in carcere il tunisino nel 2011 era stato espulso con accompagnamento coatto in Tunisia per tanto il suo ingresso in Italia prima dei 5 anni ha comportato l’arresto anche perché ha fatto ingresso clandestinamente.
Stante quanto dichiarato dai testimoni gli organizzatori hanno incassato 1.900 dollari a passeggero per quasi mezzo milione di dollari totali.

LA CATTURA
Le indagini condotte dagli investigatori durate 20 ore continuative, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto i responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa gli investigatori hanno catturato gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione, considerato che dopo il fermo iniziano tutte le fasi processuali particolarmente complesse.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
Sino ad oggi, solo nel 2014 sono stati arrestati 87 scafisti dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato e sono in corso numerose attività di collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane (coordinate dal Servizio Centrale Operativo) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste del nord Africa a quelle Italiane.
In corso altre indagini per valutare gli elementi di prova raccolti stanotte e quindi appurare eventuali responsabilità di altri scafisti.