Noi vegani di Ragusa: viviamo felici, contenti e un po’ incompresi

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La notizia dell’imminente apertura di un punto vegan a Ragusa ha eccitato gli animi della timida e sparuta comunità di “mangiaverdure” ragusana.
Vero, la dieta vegana ha fatto tanta strada. Una volta era appannaggio degli hippies amanti della pace, interessati a seguire una dieta totalmente libera da ogni alimento di origine animale. Oggi ci sono celebrità del calibro di Bill Clinton, Alicia Silverstone, Jay Z e Beyoncé a fare da testimonial a questo regime alimentare.

Ma, si sa: uno stile di vita così rigido – che prevede l’eliminazione di ogni derivato animale, dalle uova ai prodotti caseari – può provocare sarcastici scherni e irriverenti commenti. Soprattutto alle nostre latitudini, dove le scelte controcorrente non sono proprio facili da comprendere: “Anche tu con questa nuova e ridicola moda?”. “Senza carne, latte e uova. Che assurdità!”. “Siamo onnivori, è un dato di fatto“. “Ti dò tempo due settimane, poi tornerai a mangiare come tutti in modo normale”.

Quando non è troppo infastidito dai commenti altrui, chi ha deciso di essere vegano racconta di un percorso consapevole, fatto di poche rinunce ma certamente di qualche ostacolo. “La mia scelta è maturata nel tempo”, dice Giovanni Liberatore: “dopo aver iniziato ad approfondire il rapporto tra alimentazione e salute. Ho eliminato prima la carne rossa e successivamente ho diminuito le proteine animali. Il confronto con una persona vegana è stato determinante per decidere di alimentarmi solo con cibi vegetali. La componente etica è importante: l’industria zootecnica è diventata terribilmente insostenibile, trasformamdo gli animali in vere macchine senza anima. Se i nostri avi, abituati ad allevare la vacca ed i suini con riverenza e nella stanza accanto, vedessero gli allevamenti attuali non si riconoscerebbero in essi per nulla“.

“Il motivo della mia scelta”, spiega invece Alessandra Cascone “è derivato invece dalla lettura di The China Study nel quale si spiega come un’alimentazione a base vegetale sia in grado di proteggerci non solo dal cancro ma anche da altre patologie. Ho semplicemente fatto una prova e da allora non sono più tornata indietro, anzi più tempo passa” continua Alessandra, vegana da un anno e mezzo “più apprezzo i miglioramenti in termini di salute e benessere psicofisico”.
“Quando si parla di alimentazione vegetariana o vegana” aggiunge Elisa Licitra: “si incontra spesso una certa resistenza da parte di chi, non conoscendone i principi, tende a diffidare di questo tipo di alimentazione. Diciamo che, di solito, i termini richiamano alla mente, erroneamente, cibi strani e insipidi di cui gente quantomeno stravagante si nutre. Si ignorano invece le proprietà curative che una corretta alimentazione ha per il nostro organismo, consentendo anche una riduzione del ricorso all’uso di farmaci. Tutto ciò deriva, in parte, da una scarso interesse, ma soprattutto dalla mancanza di occasioni per sperimentare nuovi cibi e metodi di alimentazione, esperienza quest’ultima che potrebbe rivelarsi utile per scoprire piatti gustosi tanto quanto quelli della nostra cucina tradizionale».

“Abitando ancora in famiglia” racconta Giovanni: “temevo che sarebbe stato difficile portare avanti questa scelta ed invece, contrariamente ad ogni aspettativa, tutti mi sono venuti incontro. Per il resto, il racconto di questa scelta di vita agli altri mi ha permesso di distinguere, in pochi secondi, chi è intelligente da chi lo è un po’ meno. Mi limito a dire solo questo”.
“Devo dire che in tutto ciò i miei genitori mi hanno aiutato tantissimo“, conferma Alessandra “perché non solo mi sono stati vicini ma hanno totalmente appoggiato questo stile alimentare. Per quanto riguarda i commenti poco ortodossi della gente, lascio stare e mi affido ai risultati che mi danno i miei pazienti: sono specializzata in nutrizione vegetariana e vegana”.

“Un mese dopo aver iniziato questa avventura”, continua Giovanni “mi sono trovato a pranzare presso un ristorante sito a pochi metri dal mare chiamato ‘Il pescatore’. Sono entrato teso ma sono uscito soddisfatto per aver mangiato come volessi nonostante tutti attorno a ma si cibassero dell’amato pesce”.
“Sono davvero felice che anche a Ragusa si stia aprendo un ristorante vegano”, aggiunge Alessandra: “non nascondo che il mio grande problema è mangiare fuori qualcosa di decente e sono spesso costretta ad accontentarmi della solita pizza vegetariana senza mozzarella!».

“L’inaugurazione di un punto vegan”, conclude Elisa: “non rappresenta semplicemente l’apertura di un nuovo negozio a Ragusa ma é un vero e proprio evento culturale. Una ghiotta occasione per stuzzicare la curiosità e divulgare la conoscenza di un tipo di alimentazione, da cui la salute di tutta la comunità trarrebbe sicuramente beneficio”.