Le mirabolanti avventure dell’ottovolante di Palazzo dell’Aquila

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Il Consiglio comunale di Ragusa vive l’esperienza dell’ottovolante dal primo giorno dell’insediamento. Basta avere un pomeriggio libero, fare due passi e sedersi nelle poltroncine dell’aula consiliare.

Qualcuno ricorderà che c’è la seduta in streaming, ma andarci e ascoltarli di presenza e tutta un’altra cosa. Un po’ come una bella performance di Benigni sulla Costituzione o sulla Divina Commedia. Il 42 pollici super Hd fa il suo discreto lavoro, ma vuoi mettere sedersi tra le prime file e ascoltare quegli appassionanti monologhi?

Ecco, a Palazzo dell’Aquila è lo stesso. Più o meno, in realtà.
Alzi la mano chi non ha sentito, tra i trenta eletti, qualche frase grammaticalmente un po’ stentata o un’espressione aliena al vocabolario della lingua italiana.
Per non parlare delle citazioni dotte, appioppate però a caso. Eppure, a leggerli, c’è da pensare che siano tutti colti, questi insigni rappresentanti della città. Potenza della testiera del pc!

Ma torniamo all’ottovolante. Litigano, fanno le barricate, a volte se ne dicono di tutti i colori. Gruppi che si sfaldano, altri che si creano, altri ancora solo sulla carta.
C’è di tutto nell’Aula più nobile della città.

I grillini, favorevoli alle unioni gay e protesi verso la modernità, hanno digerito senza troppi drammi il divorzio con Castro e Nicita.
Quest’ultima se n’è andata nel gruppo Misto, che evidentemente ha più difficoltà in termini di accoglienza.

Questioni di alta politica, normale screzi tra donne o più banali questioni di spartizioni di poltrone? Nel gruppo Misto, dopo la rottura con Lo Destro, c’era già, tutta sola, Elisa Marino.

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