Che Paradise a Favara! Le contaminazioni socio-artistiche tra Cordeiro e Bartoli

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Dopo il gemellaggio stipulato lo scorso luglio, quando sui tetti della Farm Cultural Park di Favara è apparsa la storica “insegna” di Welcome To Paradise Modica, il sodalizio tra le due realtà artistiche (e forse, ancor più, sociali) passa adesso attraverso una residenza che il centro d’arte contemporanea in provincia di Agrigento ha voluto proporre agli artisti iblei.

Per una settimana, il direttore artistico di Welcome to Paradise, Marcel Cordeiro è partito alla volta di Favara, insieme ad un gruppo formato da Saro Iemmolo, Lorenzo Sammito, Gabriele Giannone e Alessandra Alderisi. “Una residenza” spiega Marcel Cordeiro: “già in calendario dallo scorso 20 luglio, quando le due realtà si erano per la prima volta incontrate, e gemellate, proprio a Favara. E qui oggi viene piantato il primo seme di un progetto che germoglierà all’inizio del 2015“.

Marcel Cordeiro e Andrea Bartoli, il notaio ideatore e fondatore di Farm, si sono infatti accordati di realizzare all’inizio del prossimo anno l’opera che in questi giorni si sta progettando e che resterà ad arricchire il “patrimonio” artistico di quello che a oggi è riconosciuto come uno dei centri d’arte contemporanea più dinamici del mondo: “Incentrata sui condizionamenti sociali generati dal bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti tutti i giorni”, spiega ancora Marcel: “l’opera, codificata attraverso un linguaggio espressivo che si pone in continuità con lo stile narrativo che caratterizza Welcome to Paradise, ha trovato il suo nucleo costitutivo nel tema della non violenza e nella volontà di opporsi al sovraccarico di mostruosità in cui annega la percezione del sé e dell’altro creando allarmismo, discriminazioni, pregiudizi e paure molto spesso infondate”.

Del resto, conclude Cordeiro: “Quando due realtà come Welcome to Paradise di Modica e Farm Cultural Park di Favara si incontrano possono generarsi, dal contagio delle idee e dalla voglia di contaminarsi reciprocamente, collaborazioni inaspettate per la creazione di progetti in cui l’arte diventa mezzo per interagire con il tessuto sociale in cui opera”.