Scicli #notoracism. Gli studenti in piazza chiedono una città aperta e solidale

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Tra gli articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani e i palloncini color arcobaleono, gli studenti sciclitani questa mattina – con la complicità di un improvviso sole tornato a splendere sulla città – hanno manifestato sfilando da Jungi fino a via Mormino Penna. “Vogliamo una città aperta, accogliente, solidale, in grado di comprendere il valore dell’integrazione“, hanno ribadito in tutti i modi, precisando che la loro manifestazione non è né pro né contro il centro di accoglienza che la Chiesa Evangelica intende aprire in Corso Mazzini.

Oggi alle 15.00, invece, si terrà la conferenza stampa lla ex Camera del Lavoro di Scicli, arriverà il coordinatore nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore, per prendere posizione proprio contro quel centro di accoglienza (dopo aver portato avanti una lunga polemica contro il preside dell’Istituto Cataudella Enzo Giannone).

Sulla questione ieri è intervenuto, seppur solo dopo molte sollecitazioni, anche il sindaco Franco Susino: “L’Amministrazione comunale – ha detto – pur non essendo stata mai direttamente interessata da richieste di atti di sua competenza, ha seguito e segue con attenzione e rispetto di tutti la questione anche partecipando con i suoi assessori alle iniziative promosse a sostegno dell’iniziativa. Avranno il sostegno dell’Amministrazione Comunale tutte le iniziative che si rifanno ai valori ed alle tradizioni di tolleranza e accoglienza della comunità sciclitana. L’Amministrazione comunale di Scicli è stata ed è attenta e presente ribadendo con chiarezza di stare dalla parte di chi promuove iniziative di solidarietà, di tolleranza e di accoglienza e contro coloro che propugnano ideologie fondate sull’odio xenofobo e razzista”.
Ciò non di meno, conclude Susino: “L’Amministrazione di Scicli ascolterà tutti e provvederà, ove richiesta per quanto di sua competenza, con la massima attenzione, nel rispetto della legge e tenendo conto degli interessi collettivi e generali della comunità locale in un clima di confronto che dovrà essere sereno e scevro da pregiudizi“.