Pozzallo, la Vega non lascia ma raddoppia. Arriva il sì del Ministero

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Un bel regalo sotto l’albero. E’ quello che il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, ha fatto a tutti i siciliani ed in particolar modo a tutti gli ambientalisti che da anni si battono contro il saccheggio di petrolio a largo delle nostre coste. Galletti, ha detto “si” alla realizzazione di “Vega B”, la piattaforma marina che affiancherà la “madre”, “Vega A”, in servizio a largo di Pozzallo dal 1987. Ad annunciare la notizia della firma del decreto è stato il deputato regionale Bruno Marziano, presidente della Terza Commissione “Attività produttive” dell’Assemblea Regionale Siciliana. «Si conclude un percorso di autorizzazioni – ha dichiarato il parlamentare regionale – teso a garantire il massimo rispetto per l’ambiente, la sicurezza totale della piattaforma e l’adozione di tutte le nuove tecniche utili a garantire la salvaguardia della fauna e della flora marina».

Ottenuto l’ “ok” dal ministero dell’Ambiente, ritenuto il parere più importante e vincolante, si attendono le altre due autorizzazioni dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Beni Culturali che, a questo punto, avranno un percorso assai più agevole. Cosa succederà adesso? A breve verranno iniziati i lavori per la costruzione della “sorella minore” della piattaforma già esistente che servirà a sfruttare una parte di giacimento attualmente non raggiungibile dalla “A” che, senza il raddoppio, avrebbe visto esaurirsi il proprio compito nei prossimi 3-4 anni obbligando Edison ed Eni alla chiusura dell’impianto. “Grazie” a questo ampliamento della struttura invece si è allungata la vita del giacimento che fornirà petrolio almeno per i prossimi 20 anni. Esultano gli operai della piattaforma e l’indotto, oltre a tutti coloro che nei mesi scorsi si erano schierati a favore del raddoppio, in primis il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna. Il primo cittadino, inizialmente contrario, aveva mitigato gradatamente la propria posizione fino a ribaltarla completamente in nome di un benessere economico pronto a cadere sulla cittadina marinara.

L’atteggiamento del sindaco Ammatuna aveva sconcertato Greenpeace. Ecco cosa diceva di lui Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di GreenPeace Italia “U Mari nun si spurtusa”: “Mai avrei potuto pensare che l´avamposto più vicino alla piattaforma potesse essere anche quello che se ne infischia del sistema eco-marino, del futuro dei pescatori e di quanti vivono col turismo, e so che a Pozzallo sono in tanti”. A nulla sono valse le firme degli altri 50 sindaci, tra i quali Modica e Scicli, che si erano opposte agli intenti espansionisti del colosso petrolifero franco-italiano.

La Vega B costerà 100 milioni di euro, sarà molto più piccola dell’attuale e peserà un quinto della Vega A. “Siamo convinti che la maggioranza delle persone vuole avere questa attività – dice Sten Stromberg, responsabile Vega per conto di Edison – Le voci che si sentono sono una minoranza rumorosa. Non abbiamo intenzione di fare niente tranne che raccontare i fatti, la verità dell’investimento, le ricadute economiche locali, che sono notevoli.” A queste ipotetiche ricadute positive sul tessuto economico siciliano replica ancora Giorgia Monti: “Sarà tutto meccanizzato. Ci saranno al massimo due o tre posti di lavoro in più. Non certo un numero sufficiente a giustificare l’altissimo rischio ambientale che le coste ragusane rischiano ogni giorno”.
Di benefici ha parlato anche Marziano che ipotizza la costruzione della nuova piattaforma a Punta Cugno, territorio di Augusta, o Marina di Melilli, dove già è stata costruita la Vega A. “Sarebbe il rilancio della zona industriale nel settore della metalmeccanica. Oltre a diventare un polo di eccellenza, si schiuderebbero possibilità di lavoro per decine di imprese e per oltre 2 mila addetti».