Dovete iscrivere on line vostro figlio? Tranquilli, chiedete aiuto alla scuola

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Non saranno lasciate sole, le famiglie chiamate a decidere il futuro dei loro figli. Da domani, fino al 15 febbraio, per i nuovi iscritti alla scuola primaria e secondaria, medie e superiori, l’iscrizione dovrà essere effettuata on line sul sito del Ministero. Ma contro la comprensibile confusione generale, gli istituti mettono a disposizione pc e supporto.

Già dal 12 gennaio è stato possibile, per gli alunni, registrarsi nel sito del Miur, e cominciare ad acquisire dimestichezza col portale, ma da domani partono le iscrizioni vere e proprie. “Un sistema, quello dell’iscrizione on line”, spiegano dal Csa, ex Provveditorato agli studi di Ragusa: “già adottato lo scorso anno, con l’obiettivo del controllo delle iscrizioni: il sistema informatico garantirà infatti l’unicità dell’iscrizione, si eviteranno doppie iscrizioni che negli anni passati hanno creato confusione nella procedura”.

Ma anche un sistema che non esonera le scuole dall’aiutare e supportare le famiglie. Già lo scorso anno, infatti, circa il 30% dei genitori ha avuto bisogno di un computer e di una guida a disposizione, approfittando quindi della collaborazione del personale amministrativo interno agli istituti. “Anche ora sarà così, le segreterie sono a disposizione delle famiglie, che non devono preoccuparsi per questa procedura, né intimorirsi, anzi sono invitati a chiedere aiuto”, spiega Salvatrice Martellini, funzionaria del Csa di Ragusa.

Le famiglie sono piuttosto chiamate a concentrarsi su una sola scelta, fondamentale per il futuro dei loro figli, quella sulla scuola da intraprendere. Scelta più facile per la scuola dell’obbligo, un po’ meno per le superiori.
Le tendenze, anche qui a Ragusa, sono in linea col trend nazionale: il calo demografico genera un calo nelle iscrizioni, e quindi scuole con meno numeri. Quei numeri tanto preziosi per mantenere l’autonomia degli istituti scolastici: nasce da qui la “concorrenza” che le scuole sono costrette a farsi. In realtà, si tratta di produrre un’offerta formativa quanto più allettante, per garantirsi quel bacino di utenza che conferma la sopravvivenza della scuola. Diversamente, si rischia il sottodimensionamento e quindi l’accorpamento ad altro istituto.

Sono nati così, anche qui, il liceo sportivo, e le specializzazioni nel sociale negli istituti tecnici, ad esempio.
Ma intanto le scuole devono pure mettere nero su bianco i criteri di sbarramento per i nuovi iscritti: la carenza di strutture e di organico, potrebbe infatti, davanti ad un numero troppo alto di iscritti, richiedere una selezione i cui criteri vanno stabiliti a priori.

Altro paradosso: la mancanza di progetti specifici per gli alunni stranieri. La popolazione della scuola primaria è formata, in una percentuale del 9% in provincia di Ragusa, da bambini stranieri, per lo più figli di immigrati nordafricani o dell’est Europa, che potrebbero garantire la sopravvivenza dei nostri istituti, e per i quali, invece, pensare progetti ad hoc potrebbe essere, è chiaro, un’arma a doppio taglio.

Così, mentre asili ed elementari sono affollati da bimbi immigrati, alle medie e alle superiori questo dato cala notevolmente. La mancanza di basi scolastiche solide non consente a questi alunni la perfetta integrazione nel contesto scolastico e quindi sociale. Chi arriva al diploma di maturità, lo fa brillantemente, meglio dei compagni indigeni.

Ma la gran parte diventa ripetente fino ad abbandonare la scuola. E quello della dispersione scolastica è un altro dato che alla fine dello scorso anno è emerso in modo evidente, collocando anche la nostra provincia, come il sud Italia, in fondo ad una classifica nazionale.
Da qui l’importanza di una scelta quanto più ponderata, proprio in questi giorni dedicati all’iscrizione al primo anno di una nuova scuola.