Il pm di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Scicli, Franco Susino

8

Il pubblico ministero del Tribunale di Catania, Valentina Sincero, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutte undici le persone coinvolte nell’operazione “Eco”. Tra queste c’è anche l’ex sindaco di Scicli, Franco Susino, che si era dimesso dalla carica di primo cittadino il 23 dicembre scorso.

La richiesta dell’accusa si è registrata questa mattina, nella prima udienza dinanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale etneo, Daniela Monaco Crea. L’udienza proseguirà tra una settimana, martedì 17 marzo, alle 10.30: in quella data saranno sentiti i collegi difensivi di due imputati che oggi, non presenti dinanzi al Gup, hanno chiesto una rinvio.
Due imputati, Franco e Ignazio Mormina, hanno chiesto il giudizio immediato. L’udienza è stata fissata per il 17 aprile.
Nel corso dell’udienza di oggi sono state accolte le costituzioni in giudizio formalizzate da parte del Comune di Scicli, dalla ditta Eco Seib Srl attraverso il legale rappresentante, Giuseppe Busso, e da alcune delle presunte vittime.

Per l’ex sindaco di Scicli, l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Susino ha sempre respinto ogni accusa con forza.
Secondo gli inquirenti, a Scicli avrebbe operato un gruppo criminale non riconducibile a Stidda o Cosa Nostra. A capo, invece, vi sarebbe stato Francesco Mormina. Il gruppo, secondo gli inquirenti, avrebbe “imposto il suo controllo, compromettendone anche la regolare attività, sull’azienda che aveva l’appalto per la raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Scicli”.

In carcere, a seguito del blitz del giugno scorso operato dai carabinieri, erano finite 5 persone.
Sei, invece, gli indagati a piede libero. Il 17 marzo, come detto, si potrebbero già conoscere le decisioni del Gup.

E un’altra decisione pende sulla città di Scicli, quella del Ministero dell’Interno che sta valutando la relazione della commissione prefettizia che potrebbe portare allo scioglimento dell’ente comunale per infiltrazioni mafiose.