“Mi lasci ricomprare casa mia”. La lettera del cake designer di Vittoria, Gianfranco Carbonaro

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Gianfranco Carbonaro è un cake designer noto a livello internazionale, ma nella sua vita, di dolce, è rimasto davvero ben poco.

Di origini genovesi, da anni vive a Vittoria dove è sposato e lavora, è padre di due figli di 4 e 22 anni. Nel dicembre scorso ha perso definitivamente la sua casa, finita all’asta e aggiudicata ad un prezzo irrisorio. L’abitazione in questione, prima e unica casa di 170 mq nei pressi della stazione, è stata valutata 183mila euro e svenduta a 43mila.

La sua storia comincia quando, circa 9 anni fa, contrae un mutuo di 150.000 euro con la banca proprio per acquistare questa casa, all’epoca in fase di costruzione. Il lavoro andava bene, la crisi era lontana e il prestito gli viene accordato senza problemi. Gianfranco paga regolarmente le rate mensili di 1070 euro per due anni, poi qualcosa inizia ad andare storto: “Non sono più riuscito a rispettare le scadenze, e mi è crollato il mondo addosso” racconta. “Nel tentativo di saldare tutto, ho chiesto un aiuto alla banca, ma mi sono venuti incontro solo facendomi una sospensione, nel corso della quale ho cercato di tamponare come ho potuto, mettendocela tutta. Ma non ci sono riuscito e ingenuamente ho intravisto in un secondo prestito di 35mila euro, con una banca regionale, una soluzione per non farmi togliere il mutuo. Invece è stato peggio, mi sono incasinato coi creditori e non sono più riuscito a venirne fuori nonostante l’impegno, i sacrifici e il lavoro”.

La casa viene pignorata, arriva il decreto ingiuntivo, tutto finisce all’asta. A fine dicembre l’acquirente non perde tempo e versa per intero la somma, anche se la famiglia Carbonaro non sa dove andare a vivere, in caso di sfratto.

“So io con quale sudore ho pagato tutto quello che ho potuto” si sfoga Carbonaro. “Ma gli usurai sono i professionisti col colletto bianco ormai e io e mia moglie non sappiamo più dove sbattere la testa, andiamo avanti con gli antidepressivi. Per fortuna la mia famiglia mi è vicina e anche Ciro Gianforte, presidente dell’associazione Antiusura bancaria, mi sta aiutando molto”.
Al fianco di Gianfranco Carbonaro si sono schierati apertamente anche il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, e l’ex assessore Piero Gurrieri, autore del testo della nuova legge sull’impignorabilità della prima casa.

Ieri l’ultimo atto di questa drammatica storia. Un gesto per il quale in molti l’hanno criticato, parlando di umiliazione, ma lui non ha neanche più tempo di pensare a queste cose: “Mi metto in ginocchio davanti a lei e spero che grazie a un suo nobile gesto possa tornare il sorriso in questa famiglia”. È l’incipit della lettera che ha mandato alla persona che ha acquistato la sua casa. “Ho lavorato 30 anni duramente per dare un futuro ai miei figli, ma la crisi economica non mi ha permesso di onorare sino alla fine il mio debito. Mi sono trovato la casa all’asta e, anche se lei l’ha acquistata, faccio appello alla sua umanità più profonda perchè, grazie all’aiuto della mia famiglia, ho la possibilità di riacquistarla, pagandole anche tutte le spese da lei sostenute, senza che ci rimetta un centesimo. Ha la possibilità di fare una buona azione nei confronti di gente disperata che sta vivendo un incubo bruttissimo, non la sprechi”.

Al momento non c’è stata alcuna reazione, ma lui spera ancora che qualcosa si muova nei prossimi giorni. Una cosa è certa: da quella casa non esce nessuno.

Non mi muovo da casa mia” conclude. “Aspetto l’esito di due ricorsi, ma qualunque cosa accada io e la mia famiglia restiamo qui. Dove dovremmo andare con un bambino di 4 anni? Alla stazione? Mi stanno facendo impazzire” racconta ancora: “non riesco a lavorare e a concentrarmi sulle prenotazioni, ho dovuto rinviare una gara in programma a Milano, mi aspettano a Los Angeles, a New York e a Miami, ma per adesso penso solo a difendere la mia casa. La mia vita è qui, dove abbiamo tutti i nostri affetti”.