68mila euro per i 2 esperti del sindaco di Modica? La Corte dei Conti blocca Abbate

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“La Corte dei Conti blocca la decisione del sindaco di Modica di nominare un portavoce e un esperto di marketing della comunicazione, col tentativo di caricare sul bilancio del Comune 68mila euro l’anno“.

Il consigliere comunale di Sel, Vito D’Antona, torna alla carica sul caso degli esperti al Comune di Modica, che aveva già fatto discutere per settimane quando lo scorso luglio, approvato il bilancio di previsione 2014, Ignazio Abbate aveva deciso di trasformare la natura degli incarichi ai due membri del suo staff, da gratuiti ad onerosi.

In realtà, il riferimento di D’Antona è ora alla deliberazione 140/2014 della sezione di controllo della Corte dei Conti Sicilia che non ha bocciato nella sostanza le determine del sindaco, ma si è limitata a rispondere ad una richiesta di parere avanzata dal sindaco stesso ad agosto 2014, dichiarandola semplicemente inammissibile.

Questo perché, come si legge nel provvedimento: “il Testo unico degli enti locali rimette alla Corte dei conti la vigilanza sull’esecuzione del piano di riequilibrio, prevedendo l’adozione di specifica pronuncia, in sede di controllo (diversa da quella consultiva) quale sede deputata alla verifica del rispetto delle misure di riequilibrio inserite nel piano nonché di eventuali fattori ulteriori, tra cui quello che viene fatto oggetto del presente quesito, che possono determinare scostamenti, nonché delle conseguenze che da ciò discendano. Pertanto ogni determinazione e valutazione sono riservate alla sede propria della vigilanza sull’esecuzione del piano di riequilibrio”.

In sostanza, dice la Corte, finché il Ministero non approverà il Piano di riequilibrio del Comune di Modica, non si potrà stabilire se quegli incarichi a titolo oneroso sono legittimi o meno.

“Nei fatti”, commenta il consigliere D’Antona: “la Corte dei Conti ci dà ragione. Ancora una volta, ribadiamo che il Comune di Modica ha un Piano di Riequilibrio, che rappresenta l’unica alternativa alla procedura di dissesto, piano non ancora approvato da parte della Commissione ministeriale, sul quale è caduto da parte dell’Amministrazione un assoluto e preoccupante silenzio. Invece di una rigorosa politica di contenimento della spesa ci troviamo di fronte ad una pericolosa disinvoltura nella gestione finanziaria, ad una deriva verso scelte scellerate del sindaco e della sua Amministrazione che potrebbero compromettere i sacrifici dei cittadini in questi anni, mentre si impone, viceversa, una politica di risanamento vera caratterizzata dalla riduzione delle tasse e dal contenimento della spesa”.

[ Fonte: La Sicilia ]