Pasquetta 2015: in campagna o al mare, purché sia scampagnata

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Dopo le “abbuffate” di Pasqua, le corse appresso al Gioia di Scicli e, per i più giovani, anche la tradizionale lunga notte delle feste in discoteca, il meteo instabile ha costretto i ragusani a una Pasquetta un po’ sottotono.

Il forte vento e le nuvole in transito che in più di un momento della giornata hanno fatto temere l’arrivo di un brutto acquazzone primaverile hanno un po’ scoraggiato i piani di chi sognava una giornata al mare, finalmente, dopo tre mesi di lunghe piogge e cieli grigi.
Tutti con un occhio preoccupato verso il cielo, insomma, senza potersi godere quella che di solito, ogni anno, si trasforma in una vera e propria inaugurazione della stagione estiva, con i lidi che riaprono e le spiagge che cominciano a popolarsi anche solo di coloro che hanno voglia di fare un passeggiata in riva al mare.

Tuttavia nessuno ha rinunciato alla tradizionale “schiacciata” del lunedì di Pasqua, con griglie attive sin dal mattino in tutte le case di campagna, spesso riaperte per l’occasione. E anche moltissimi locali e chalet lungo tutta la costa iblea, dalla Marza a Punta Secca passando per Sampieri e Marina di Ragusa, si sono organizzati per intrattenere – tra cibo e musica – chi comunque non ha rinunciato a passare una giornata vicino al mare.

Per i ragusani è stata una Pasquetta prevalentemente privata, dunque, all’insegna del riposo in compagnia della propria famiglia e degli amici, prima di riprendere – dopo il breve weekend festivo – il ritmo lavorativo.
Anche i piccoli “vip” della provincia di Ragusa, Deborah Iurato e Giovanni Caccamo, hanno scelto di trascorrere la classica Pasquetta “arrusti e mancia” in famiglia, condividendo sulle proprie pagine Facebook le foto di questi pochi momenti di relax prima di riprendere i loro tour.

Non sono mancate, comunque, le iniziative pubbliche. A Ragusa, per esempio, è stata organizzata un’escursione alla Cava Santa Domenica, su iniziativa del laboratorio di urbanistica partecipata sul Centro Storico Superiore.
E non sono mancati nemmeno i turisti, tra i centri storici del Val di Noto – in particolare a Modica, Scicli, Ragusa Ibla – alla ricerca, come i ragusani, di un filo di sole tra i vicoli, le piazze, i tavoli dei bar: anche se non tutti i siti sono rimasti aperti e visitabili per Pasqua e Pasquetta, i numeri dicono che sono stati davvero moltissimi a scegliere il Sud est siciliano come meta delle proprie vacanze per il week end festivo, segnando di fatto l’inizio della stagione turistica, con posti già esauriti nelle principali strutture ricettive.
deborah iurato

La festa, comunque, non è ancora del tutto finita: in alcune città le tradizioni pasquali si trascinano fino al martedì. A Modica, per esempio, oggi è “u matti i l’Itria”, il martedì, in cui i fedeli hanno l’abitudine di salire sulla collina dell’Itria e come da tradizione, oltre alle preghiere nella chiesetta consacrata alla Madonna, finiscono di mangiare gli avanzi di “impanate” d’agnello e cassatine.

[ Fonte: La Sicilia ]