La festa, il rito, la città: Crisci ranni 2015 a Modica raccontata da un bambino

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Si è chiusa con il concerto dei Qbeta la seconda edizione del “Festival delle Famiglie e rito Crisci ranni 2015”.
La festa di Crisci ranni si è spostata per questa edizione in città concentrando, insieme a scuole, parrocchie, associazioni, attenzione e passione educativa sul tema “La Casa nella città, la Città a misura di casa”.

E questo è il racconto della giornata inviatoci da un bambino che ha partecipato all’evento:

Crisci Ranni, Crisci Ranni, risci Ranni! E poi papà mi ha sollevato da terra e lanciato in alto verso il cielo. Per un attimo ho perso il fiato, avevo il cuore in gola, ma poi quel cielo azzurro che sembra sempre tanto lontano, l’ho proprio toccato con un dito! Tutte le campane delle chiese di Modica suonavano assieme e per un momento lunghissimo sono rimasto sospeso per aria: vedevo Modica e piazza Matteotti come non le avevo mai viste prima. E tanti bambini come me urlavano un pò di gioia e un pò di paura.

Quando le mani forti e sicure di papà mi hanno riabbracciato, lui, il mio papà, aveva gli occhi lucidi. Forse temeva che rimanessi in alto a guardare la città dall’alto, ma poi mi ha confessato che in quel momento, proprio quando io ero sospeso per aria, lui aveva ripensato a quando il nonno lanciava lui al cielo! A quell’epoca lui aveva il calzoncini corti, un pò come gli scout che c’erano ieri in piazza, e in famiglia aspettavano con impazienza il momento dello sciogliersi delle campane e quel rito tramandato da generazioni. Ma io quella storia la sapevo già perché nel pomeriggio, partendo dal Comune, assieme agli altri bambini, avevo attraversato dei vicoli bellissimi e sconosciuti di Modica.

Durante la passeggiata avevamo incontrato delle persone che sembravano venute dal passato, che ci avevano raccontato di Nino e dell’emozione che una volta c’era nelle case nei giorni della Pasqua. Maurilio ha poi detto che quelle persone erano degli attori del Piccolo teatro, ma secondo me venivano veramente dal passato, ma lui non voleva farci spaventare.
Alla fine della storia in piazza c’erano tantissimi bambini e Don Corrado ci ha detto che venivano anche da Ispica.

Forse però non si è accorto della bambina vicino a me: aveva la pelle scura, i riccioli neri, gli occhioni grandi e un sorriso splendido come quello della mia mamma. Vive a Modica, ma viene da lontanissimo, addirittura dall’Africa! Ieri sera poi, al concerto dei Qbeta, l’ho rivista e abbiamo ballato assieme con le luci colorate che le illuminavano il volto.

È stata proprio una bellissima giornata e papà mi ha promesso che la prossima settimana mi porterà al Crisci Ranni dove potrò fare i compiti, giocare e incontrare tutti i bimbi di ieri!