Le case abusive sul mare sono da demolire: Legambiente sollecita il comune di Ragusa

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Le costruzioni abusive lungo la fascia costiera che sono risultate non sanabili devono essere demolite. Il sollecito era arrivato ai Comuni con una circolare del Dipartimento urbanistica della Regione nel luglio dello scorso anno.

La circolare prevedeva “l’obbligo di effettuare interventi repressivi riguardo gli abusi edilizi: l’opera abusiva non sanabile deve essere prioritariamente demolita”. A fine del mese di maggio di quest’anno una nuova disposizione dalla Regione: “Nei confronti dei proprietari che non eseguono l’ingiunzione di demolizione deve essere irrogata una sanzione da 2.000 a 20.000 euro, mentre i responsabili della mancata o ritardata emanazione della sanzione sono soggetti a provvedimenti di natura disciplinare ed erariale, oltre che eventualmente di natura penale”. Legambiente aveva già sollecitato il Comune. Ora chiede alla Regione di “nominare un commissario ad acta per mancata emissione dei provvedimenti repressivi e sanzionatori in maniera di abusivismo edilizio”.

Il commissario dovrebbe predisporre la “delibera da sottoporre al consiglio comunale per le opere che risultano insanabili”. Si tratta di almeno una cinquantina di case in prossimità del mare nelle zone di Branco Piccolo, Passo Marinaro e Punta Braccetto. La parte più consistente sarebbe a Branco Piccolo. Legambiente lamenta che “a tutt’oggi i proprietari di edifici abusivi non sanabili nel Comune di Ragusa – spiega il presidente di Legambiente, Claudio Conti, perché ubicati entro la fascia dei 150 metri dalla battigia, non solo non sono stati oggetto di provvedimenti di demolizione, ma non hanno ancora ricevuto neanche la notifica di diniego di sanatoria”.

Gli avvisi di diniego delle istanze di sanatoria erano stati inviati già nell’agosto dello scorso anno. Gli uffici stanno ultimando adesso i dinieghi definitivi che in tempi rapidi – assicurano a Palazzo di Città – saranno inviati ai proprietari con l’avvio degli atti conseguenziali. Il proprietario dovrà demolire l’immobile, se non provvederà entro trenta giorni sarà il Comune a farlo al posto suo. E’ difficile, trattandosi di aree d’interesse comunitario, che il Comune opti per un utilizzo a fini sociali delle strutture.

L’amministrazione guidata da Federico Piccitto conferma la propria linea: “Noi siamo per il rispetto della legge e lo abbiamo sempre dimostrato in questi due anni con numerosi interventi a sostegno della fascia costiera. In ultimo il piano di utilizzo del demanio marittimo che andrà in tempi ragionevolmente brevi in consiglio”.

(Fonte: Giornale di Sicilia)