Tasse alle stelle a Scicli. I cittadini: “Tagliare la spesa comunale”

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L’Irpef raddoppiata dallo 0,4% allo 0,8%, l’Imu per le seconde case alzata fino all’aliquota massima dell’8,1%, la Tari alzata fino al 7,72%, senza contare la tassa di soggiorno, per un aumento di circa 200 euro in più a famiglia: il quadro complessivo degli aumenti fiscali stabiliti dalla triade commissariale che gestisce il Comune di Scicli, che progressivamente va adottando provvedimenti simili a quelli necessari in un ente vicino a una situazione di dissesto, è stato oggetto di una nuova assemblea cittadina che si è svolta nei giorni scorsi alla Casa delle Associazioni di Scicli (la prima si era svolta nelle scorse settimane per la tassa di soggiorno).

Con un documento sottoscritto al termine della riunione, i partecipanti – politici e semplici cittadini – chiedono ai commissari “se tali aumenti fiscali siano da mettere in relazione col fatto, di cui chiediamo conferma o smentita, che i Comuni sciolti per mafia non avrebbero la possibilità di accedere alla concessione di mutui per i debiti fuori bilancio da parte della Cassa Depositi e Prestiti”: “In tal caso – commentano – e noi speriamo che possiate smentire tale tesi, si configurerebbe una situazione paradossale: difatti se il Comune di Scicli non potesse accedere a tali mutui e che garantirebbero ai cittadini la tranquillità finanziaria, lo scioglimento per mafia comporterebbe un ulteriore danno a tutta la collettività, portandola verso il rischio dissesto”.

Le proposte sarebbero quindi quelle di “revisionare la spesa comunale, verificando settore per settore le possibili economie, confrontare il riscosso Tasi e Imu con la banca dati comunale e avviare le eventuali attività di recupero, combattere l’evasione, approvare i bandi per alienare i beni comunali inutilizzati e già censiti (per un valore di oltre 3,2 milioni), recuperare dall’ATO i maggiori costi di trasporto e conferimento dei rifiuti nelle discariche fuori provincia (300.000 € annui dal 2011), verificare la consistenza del Fondo di Solidarietà comunale recentemente interessato da attività legislative”.

Sappiamo bene – si conclude nel documento emerso dall’assemblea e rivolto ai Commissari – che amministrare un ente locale, soprattutto in questi anni, non è semplice; le difficoltà possono, comprensibilmente, crescere se si viene da fuori e non si conosce il territorio: pertanto ci siamo permessi di suggerire delle soluzioni amministrative, concretamente fattibili, che potranno essere approfondite in un apposito incontro”.

 

 

[Fonte La Sicilia]