Marcello Perracchio si è rotto i ‘cabbasisi’: “Ragusa non ha un teatro comunale”

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Un lungo sfogo, pubblicato sulla pagina facebook dell’attore. Uno sfogo che riportiamo integralmente per una condivisione e un confronto su questo tema sempre ‘sospeso’. 

La vita è fatta di traguardi da raggiungere.
Ragusa ha quasi raggiunto il traguardo di lasciare la Città senza un vero Teatro Comunale.

C’era una volta, il Teatro della Concordia: oggi, un’elegante facciata barocca violentata dalle erbacce, così bella da fare immaginare un interno altrettanto bello. Un’utopia, un sogno, una maledizione. L’interno è semplicemente un enorme spazio vuoto, anonimo, senza anima, trionfo del cemento sulla Bellezza.

Avevamo un Teatro all’interno della Città dello Sport, e vi si stava svolgendo una stagione teatrale ben organizzata. Improvvisamente è stato chiuso, con grave danno per gli abbonati e per gli organizzatori.

Si era inaugurato lo scorso dicembre – in pompa magna e con la presenza di un noto giornalista di fama nazionale (che c’entrava?) – un nuovo Teatro, impropriamente chiamato Teatro Comunale, ubicato all’interno della scuola Quasimodo e quindi da gestire in condominio con la scuola stessa. In questo caso, possiamo essere orgogliosi di avere battuto tutti i record di tempo trascorso tra l’apertura e la chiusura dello stesso teatro, aperto e chiuso contestualmente per questioni di agibilità.
Nonostante ciò, c’è stato tutto il tempo per litigare sulla nomina di un fantomatico direttore artistico (per gestirne la chiusura? La manutenzione? Per allontanare i topi che normalmente invadono i locali chiusi?).
Si era già, addirittura, stabilito lo stipendio: 1000 euro al mese, per cinque mesi. Offrire una cifra del genere a un professionista è semplicemente umiliante, e dimostra la totale ignoranza dei proponenti sulla funzione di un direttore artistico che possa definirsi tale.

C’è, poi, il Teatro dei Salesiani, ma pare che anche su questo penda la spada di Damocle sulla solidità strutturale del fabbricato rispetto alle legge anti sismiche.

Si continua con il Teatro Tenda – che è quello che è! – sul quale esiste un progetto redatto tanti anni fa, e ormai coperto e sotterrato dalla polvere, che avrebbe portato modifiche tali da rendere il teatro stesso più fruibile, accogliente e decoroso.

E ancora: la Sala Falcone-Borsellino, delizioso spazio teatrale nel cuore di Ibla, utilizzabile solo per piccoli spettacoli e piccole produzioni: basterebbe apportare semplici e non dispendiose modifiche per renderlo agibile completamente.

L’elenco continua con il Teatro Ideal, che è un’ occasione mancata: è stato ricostruito non tenendo conto che poteva essere un bel teatro. Ne sanno qualcosa quei due ‘pazzi’ di Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, che quotidianamente si inventano soluzioni tecniche alternative per sopperire alle deficienze strutturali di questa sala, riuscendo a fare spettacoli di livello artistico soddisfacente.

La situazione non è totalmente disastrosa grazie agli sforzi e ai sacrifici di alcuni privati, che hanno reso possibile l’apertura di piccoli e attivi spazi teatrali: il Teatro della Badia, gestito con grande passione da Maurizio Nicastro; il Teatro del Masd, del Maestro (unni tocca, sòna!) Peppe Arezzo; il Teatro Donnafugata, bellissimo gioiello gestito magistralmente dalle due deliziose sorelle Vicky e Costanza Di Quattro; e poi ancora la Rivendita Carne Locale, il Piccolo Teatro del Mercato, l’Accademia della Bellezza, e spero di non averne dimenticato nessuno.
Tutto ciò è bello, perché tiene vivo l’amore per il teatro. Ma ci vuole di più: il cuore culturale di una città è il Teatro Comunale, attorno al quale costruire un più ampio progetto di aggregazione civile e sociale e culturale.

La vita è fatta di traguardi da raggiungere.
Anche io ne ho uno e, anche se ho poco tempo a disposizione, spero di raggiungerlo insieme ai Ragusani”.

Il sindaco, Federico Piccitto, risponde allo sfogo di Perracchio. Ecco la dichiarazione del primo cittadino:

Interpreto le parole di Marcello Perracchio, legittime e per molti versi anche giuste, come uno stimolo per continuare ad investire risorse ed impegno, ad ogni livello, nella Cultura.

Uno sfogo, appunto, da parte di un Maestro, che merita una considerazione particolare, perché, appunto, dettato da un amore innato per la nostra città e per questa Arte.

La moltiplicazione degli spazi e delle “occasioni” culturali, del resto, è un punto qualificante del nostro programma amministrativo, che ha visto già una serie di risultati concreti, come appunto la Sala Falcone-Borsellino ed il Teatro Ideal, rese pienamente fruibili, nonché il “gioiello” del teatro Quasimodo, che a breve, superate alcune questioni burocratiche, opererà a pieno regime.

Sul Concordia, ricordo solo che, al di là delle chiacchiere, contano i fatti. Ed in maniera incontrovertibile, possiamo rivendicare senza tema di smentita di aver sbloccato un iter che, grazie alla solita eredità senza benefici, era rimasto totalmente impantanato tra visioni, quelle sì, utopiche, e proposte impossibili da realizzare, tecnicamente ed economicamente. Concordo con Marcello sul fatto che si deve fare ancora di più ed ancora meglio, perché ogni euro investito per la Cultura, come ho avuto modo di ripetere più volte, è un euro moltiplicato, non solo in termini economici. E che, soprattutto, bisogna puntare alla realizzazione del cuore, perché una comunità senza Cultura, è una realtà senza anima”.