Cgil: “Alessio e Simone vittime di un atto di stampo mafioso”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del segretario della Cgil, Giuseppe Scifo: 

“A Vittoria ci siamo stretti attorno alla famiglia di Alessio. C’era tanta gente al funerale del piccolo, a testimonianza della solidarietà e della vicinanza al dolore immesso  dei genitori e dei familiari.

Una grande partecipazione composta, tutta in lacrime come segnale di una sofferenza diffusa e condivisa. La stragrande  maggioranza delle persone presenti a San Giovanni non conosceva né il bambino né la  famiglia, ma ha voluto  essere presente come segno di solidarietà.

Verso la fine della funzione è giunta la notizia della morte di Simone, il cuginetto anche egli coinvolto nel brutale incidente. Oltre lo sconforto e il dolore, tanta rabbia.

Rabbia perché Alessio e Simone non sono solo vittime di un pirata della strada. Alessio e Simone sono vittime innocenti di mafia. In quella maledetta auto alla guida c’erano dei mafiosi che giravano come sempre sicuri di essere padroni delle strade, di poter continuare ad esercitare il proprio potere e la propria impunità anche attraverso il modo di guidare  con prepotenza e violenza.

Per questo quello che è successo non è un caso. Questa gente vive la propria vile esistenza in questo modo, attraverso l’esercizio continuo della violenza a danno di tutta la comunità.

È evidente che la loro presenza tutti insieme in quell’auto, Greco, Ventura e gli altri, significa che qualcosa non funziona nel sistema delle misure di sicurezza nella città di Vittoria.

Vittoria e i Vittoriesi  soccombono per l’aggressività di questi gruppi criminali presenti in ogni ambito. Infiltrati nella politica e nell’ economia, e non è difficile incontrarli per le strade, in un bar e in altri luoghi pubblici. La città si sente sola e abbandonata, per questo servono segnali forti della presenza dello Stato.

Ma non basta l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura. Serve l’azione della cittadinanza, della società civile e di tutta la parte sana che oggi si sente sconfitta e sovrastata dalla mafia. La rabbia e il dolore di questi giorni devono trasformarsi in forza per il riscatto che non può esaurirsi con il passare dell’onda emotiva. Serve  far perdurare dentro ognuno di noi il sentimento avvertito in queste ore per avviare una nuova stagione per far rinascere  Vittoria. Serve a noi adulti di oggi, ma soprattutto ai nostri figli, per i  quali oggi non possiamo che sperare  un futuro lontano da qui.

E questa è una  sconfitta che non ci  possiamo permettere, prima di tutto per  noi stessi. Dobbiamo unirci e uscire allo scoperto, a testa alta, per gridare il bisogno di riscatto di un’ intera comunità.

Il fiume di giuste parole espresse in questi giorni nei social bisogna trasformarle in azioni quotidiane e collettive reali. La CGIL sarà sempre in prima linea contro la mafia e ogni forma di oppressione per liberare Vittoria”.