Il documentario Vasa Vasa in prima visione streaming il giorno di Pasqua

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Vasa Vasa (in siciliano, “Baci Baci”), è il titolo del corto documentario realizzato dalla regista Alessia Scarso, che racconta le celebrazioni della settimana Santa a Modica, in Sicilia. Un rosario di sguardi, lacrime, preghiere. Il buio di una chiesa, dove il rito, inaccessibile, della vestizione della Madonna ha il senso definitivo del lutto. Dodici, intensi, minuti di dolore, canto, devozione. Dodici, come l’ora dodicesima, quella in cui la Madonna vede Gesù trionfare sulle tenebre. E allora sveste il manto del lutto per inondare d’azzurro il popolo accorso.

“Tempi di riflessione, silenzio ma anche di condivisione, quelli di questa crisi, che è sanitaria, che sarà economica, ma che sicuramente è epocale ed esistenziale. Non potendoci muovere in orizzontale nello spazio né nel tempo, costretti a una nuova realtà abbiamo l’occasione di guardare in verticale: a ciò che siamo, eravamo, saremo. Non potevano giungere in un momento più adatto le celebrazioni della Settimana Santa e specie la Domenica di Pasqua, che corrisponde con l’avvento della primavera. Natura, tradizioni e religioni si sono sempre unite a ricordare che ciò che muore può rinascere, ciò che finisce può ricominciare. Pasqua è il giorno in cui tutto può ripartire, perché tutto può accadere. Ci serve una nuova lettura: Pasqua, dall’ebraico “passare oltre”, specie quest’anno, ci invita a cominciare una nuova vita, a qualunque religione apparteniamo.

La Madonna Vasa Vasa di Modica è datata almeno 1645. Probabilmente il 2020 è il primo anno in cui la festa non può tenersi. Ma noi siamo gente che sa leggere le cose da un altro punto di vista. La prova è che nel giorno in cui la Cattolicità ricorda la Resurrezione del Cristo, il popolo modicano celebra la Pasqua sotto il segno della Madonna, attendendo trepidante lo svelamento del mantello a lutto quando incontra il Risorto. Noi siamo l’unico popolo che onora il bacio della Madonna Mamma, il gesto più intimo e commovente. Forse per questo, quando ho realizzato questo documentario, mi ha suggestionato De Andrè, nel brano “Tre Madri”, mentre canta “Non fossi stato figlio di Dio, ti avrei ancora per figlio mio”. Il rapporto intimo tra Maria Vergine e Gesù Cristo si veste di sacralità già nella sola relazione madre figlio. E qui mi ha soccorso la pietà popolare di una signora anziana, Maria Bonomo, la cui nenia in dialetto è canto, dolore, lacrima, Amore, così ritmata e intima che ricorda Jacopone da Todi nella sua “Donna de Paradiso”, brano bellissimo di pietà umana e divina.

Dunque, chi sa rileggere e vedere le cose da altri punti di vista, adesso è privilegiato”.

Il documentario sarà disponibile per il solo giorno di Pasqua, a partire dalle 12.30, sui canali Youtube, Facebook e Instagram della regista.

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