L’impresa di Andrea Lanari: in mare contro gli incidenti sul lavoro

52

Una traversata di 6,5 chilometri, due ore e mezza di nuoto e un messaggio forte che va ben oltre l’impresa sportiva: la sicurezza sul lavoro può salvare vite. È questo il significato dell’iniziativa che ha visto protagonista l’atleta paralimpico Andrea Lanari, testimonial dell’ANMIL, che sabato mattina ha attraversato a nuoto il tratto di mare tra Punta Secca e Marina di Ragusa nell’ambito della VI Giornata Iblea dedicata alla sicurezza sul lavoro.

Lanari, amputato a entrambe le braccia in seguito a un grave incidente sul lavoro, ha completato la traversata accompagnato dal figlio Kevin, presenza costante nelle sue sfide sportive.

Alla partenza, nei pressi della celebre Casa di Montalbano, erano presenti numerose autorità istituzionali, tra cui il sindaco di Santa Croce Camerina Giuseppe Dimartino, il deputato regionale Giorgio Assenza, la presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Maria Rita Schembari e la presidente provinciale ANMIL Maria Agnello.

Ad accoglierlo sulla spiaggia di Marina di Ragusa il vicesindaco di Ragusa Gianni Giuffrida, il comandante della Capitaneria di Porto Luigi Vincenti e numerosi cittadini. L’intera traversata è stata garantita dalla Guardia Costiera con il supporto della Protezione Civile, mentre le riprese aeree sono state curate da Matteo Sgarlata.

L’impresa di Lanari rappresenta molto più di una prova atletica. Nel 2012, mentre lavorava nel settore della realizzazione di stampi metallici, rimase vittima di un gravissimo infortunio: una pressa si azionò improvvisamente tranciandogli entrambe le mani.

Dopo un periodo di profondo sconforto, durante il quale perse completamente la propria autonomia, decise di reagire affidandosi allo sport.

«Non mi sono arreso – ha raccontato –. Avevo perso le mani, ma grazie alle conoscenze di primo soccorso sono riuscito a salvarmi la vita. Prima andavo in bicicletta, poi ho scelto il nuoto, anche se non amavo l’acqua. È diventata la mia sfida.»

Da allora ha affrontato imprese sempre più impegnative, dall’attraversamento dello Stretto di Messina fino alla traversata tra l’Isola d’Elba e Piombino, condividendo ogni esperienza con il figlio Kevin. Il prossimo appuntamento sarà il 29 agosto nelle Marche, lungo un tratto della costa anconetana.

Durante il suo intervento Lanari ha ribadito con forza il valore della prevenzione: «Se il macchinario che causò il mio incidente fosse stato a norma, tutto questo non sarebbe successo. Ogni giorno in Italia tre persone, in media, perdono la vita sul lavoro. Io sono sopravvissuto, ma porto una disabilità gravissima che mi accompagnerà per tutta la vita.»

Un messaggio che si è intrecciato con quello dell’ANMIL, impegnata da anni nella diffusione della cultura della prevenzione.

La manifestazione, presentata dal giornalista Salvo Falcone, ha ospitato anche la sfilata “La Moda che Include”, progetto realizzato dagli allievi dell’IRFA, l’Istituto di Riabilitazione e Formazione dell’ANMIL.

Guidati da Carmelo La Licata e Rosa Tammaro, i partecipanti hanno creato nove eleganti abiti in taffetà di seta decorati con i principali monumenti barocchi di Ragusa. Le fotografie sono state realizzate da Toni Campo con la coreografia di Francesco Palazzolo.

Nel pomeriggio la sfilata è stata riproposta in una sala ricevimenti iblea, accompagnata dalle letture poetiche del regista Giuseppe Ferlito. Nel corso della manifestazione l’ANMIL ha conferito il titolo di socio onorario al deputato regionale Giorgio Assenza, ad Andrea Lanari e al figlio Kevin, riconoscendo il loro impegno nella diffusione della cultura della sicurezza.

Nel convegno conclusivo la presidente provinciale Maria Agnello e il consigliere nazionale Nino Capozzo hanno richiamato l’attenzione sull’emergenza degli incidenti sul lavoro.

«Non ci stancheremo mai di parlare di sicurezza – ha affermato Agnello –. Le norme esistono e sono efficaci, dalla Legge 68 al Decreto Legislativo 81 del 2008. Il problema è che troppo spesso non vengono applicate.»

Capozzo ha sottolineato come negli ultimi anni sia cresciuta la sensibilità sul tema, ma ha evidenziato le criticità ancora presenti, soprattutto in Sicilia, dove la carenza di ispettori del lavoro rende insufficienti i controlli.