Sulla chiusura del reparto pediatria a Modica. Aricò: “Evento eccezionale”

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Il primario in malattia e un altro medico in maternità. Per mancanza di personale in grado di garantire il servizio, il reparto di Pediatria dell’ospedale Maggiore di Modica è stato costretto a interrompere i ricoveri.

Normalmente, sono 8 posti letto più due di day hospital. Ma da quando sono rimasti solo due medici, insufficienti per coprire i turni, l’Azienda Sanitaria Provinciale – diretta da circa una settimana dal direttore generale Maurizio Aricò – prima ha deciso di mandare due sostituti da Ragusa e poi, dalla settimana scorsa, di trasferire i pazienti direttamente a Ragusa, continuando a essere garantito il servizio in sala parto.

“Abbiamo messo in primo piano la salute dei bambini” dice Maurizio Aricò. Che proprio durante la presentazione del suo programma di gestione, lo scorso 2 luglio, aveva insistito nel dire: “Noi ci occupiamo di assistenza sanitaria e non di economia. Intendo che il mio compito sia dunque quello di occuparmi della qualità dell’assistenza: macelleria sociale non se ne farà, noi non accetteremo di farla”.

Ora, di fronte alla mancanza di personale curante nella struttura modicana, il nuovo direttore Aricò dice: “Abbiamo a cuore innanzitutto, la qualità dell’assistenza erogata a pazienti di ogni età e di ogni ambito nosologico di tutto il territorio di competenza“. E per questo l’Asp ragusana ha già attivato una procedura di selezione urgente, per il reclutamento di professionisti che potranno essere disponibili al più presto.

Nel corso di una breve conferenza stampa, indetta in tempi strettissimi per questo pomeriggio, il prof. Aricò ha voluto anche precisare e puntualizzare alcuni aspetti peculiari della questione: “Sono rammaricato e dispiaciuto per la piega che assunto la vicenda legata all’ospedale di Modica, a seguito della lettera del sindaco di Modica, Ignazio Abate“.
La necessità di trasferire le degenze presso la pediatra di Ragusa è frutto di una situazione oggettivamente straordinaria nel senso che su un organico di quattro pediatri (tra l’altro due di questi sono incaricati), compreso il direttore della struttura, risulta, allo stato attuale, che due sono assenti perché uno in malattia e l’altra in gravidanza.

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Per una coincidenza eccezionale, il primario, coinvolto in un incidente automobilistico, è assente per motivi di salute; da qui l’urgenza, datata 28 giugno 2014, di trasferire le degenze alla pediatria dell’ospedale “M. P. Arezzo” garantendo, comunque, l’assistenza sanitaria al parto.
Ed è su questo punto che il neo-direttore Aricò non ci sta: “Sono, ancora una volta, rammaricato della dichiarata indisponibilità al dialogo comunicatami, sempre nella stessa lettera dal sindaco, che ritengo, scarsamente costruttiva alla risoluzione di problemi inerenti l’attività di competenza dell’Azienda Sanitaria ”.

A proposito di reazioni politiche, tra i primi a intervenire sulla questione modicana l’onorevole Nino Minardo. Che ha definito un errore, da parte della Regione Sicilia, quello di sacrificare sull’altare del “risparmio” il diritto alla salute dei cittadini ed in questo caso dei bambini: “Sono sbalordito e sconcertato nell’apprendere della chiusura del reparto di pediatria dell’ospedale Maggiore di Modica a causa della mancanza di personale medico. Un provvedimento inaccettabile che dev’essere immediatamente chiarito. Una decisione inaudita, inaccettabile e paradossale considerato anche il vasto bacino di utenza a cui si rivolge il Maggiore ed in particolare il reparto pediatrico”.

Invece, la lettera del sindaco di Modica, che ha infastidito il neo-direttore Aricò, recitava:
“Intendo manifestare a nome mio personale e dell’Amministrazione il disappunto alla paventata chiusura del reparto, proposto dall’Asp 7, senza la prevista interlocuzione tra le parti, semplicemente per la carenza di personale del nosocomio modicano. La invito a voler valutare ogni utile iniziativa che possa evitare la chiusura del reparto, magari con l’ausilio di personale medico proveniente da altri nosocomi.
Sono disponibile ad una interlocuzione ufficiale che rimuova le insoddisfazioni circa l’incapacità organizzativa del reparto.
Una condizione che penalizza migliaia di utenti, umiliati da scelte scellerate da parte dell’Asp asservita a una classe politica ragusana che ha accentrato ogni possibile investimento esclusivamente negli ospedali di Ragusa, penalizzando di fatto gli altri nosocomi dell’ex Provincia“.