Il caso Eni non è solo Gela: si fermano anche i lavoratori Versalis di Ragusa

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In riferimento alla proclamazione dello sciopero generale dei lavoratori di tutte le aziende del Gruppo ENI, indetto dalle segreterie nazionali per l’intera giornata del 29 luglio anche i dipendenti della Versalis Ragusa si sono fermati.

“Non solo metaforicamente: i tubi del gas che da Gela giungono a Priolo, passano anche da Ragusa. La nostra è una battaglia unitaria, che chiama in causa l’intera regione siciliana. Il lavoro è questione prioritaria e comune”, hanno detto i lavoratori riuniti davanti ai cancelli dell’azienda ragusana.

E così, d’accordo con le RSU aziendali, le segreterie generali dei sindacati e l’azienda stessa, martedì 29 è stata fermata una delle tre linee di produzione, mantenendo le altre due al minimo tecnico. Un gesto di piena solidarietà con i colleghi lavoratori di Gela.

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Che in 340 dalla raffineria di Gela sono giunti a Roma per partecipare alla manifestazione indetta dalle federazioni dei chimici di Cgil, Cisl e Uil; un’agitazione che si affianca al giorno dello sciopero generale proclamato in tutte le aziende del gruppo Eni presenti sul territorio nazionale.

Sette i pullman partiti da Gela, con a bordo non solo lavoratori chimici, edili e metalmeccanici, ma anche rappresentanti del consiglio comunale di Gela. Dopo lo sciopero e la manifestazione di ieri, nella città siciliana in provincia di Caltanissetta, proseguono i presidi di lavoratori alla raffineria.
L’adesione allo sciopero del gruppo Eni è stato del 90% nei siti produttivi. Lo riferiscono i sindacati che hanno organizzato un presidio davanti a Montecitorio a cui partecipano i leader di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti insieme alle categorie dei chimici.