Signore e signori, vi presento Ettore. Il cane cugino di Italo

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Come in un déjà vu… arrivare in territorio sciclitano ed essere accolti da un cane che scodinzola felice in cerca di affetto e attenzioni, pronto a fare da guida turistica tra le bellezze di Donnalucata.

Un déjà vu. Perché il cane in questione non è Italo. No. Si chiama Ettore: un meticcio di sei anni circa. E la sua storia comincia in un giorno di gennaio del 2012, quando viene visto aggirarsi da solo per le strade della frazione rivierasca.
A parlarcene è Veronica, la donna di Vittoria che da allora lo accudisce, insieme all’amica Luisa, e che ne è diventata ufficialmente la responsabile e detentrice.

Ettore ha vagato per quasi due mesi, poi le due donne hanno deciso di prenderlo sotto la loro ala protettiva. Il cane è risultato microchippato e si è riusciti così, facilmente, a risalire al proprietario, che ha accettato di riprenderlo con sé.
Nel corso di un controllo successivo dell’ENPA di Ragusa, però, il cucciolo venne trovato sofferente e legato e da allora è iniziata la trafila burocratica che lo ha portato, di lì a poco, ad essere adottato dal comune di Scicli, proprio come Italo, il suo nobile predecessore.

E proprio come Italo, Ettore inizia la sua seconda, straordinaria vita. Controllato, sterilizzato e reimmesso nel territorio, in poco tempo diventa il cane amico di tutti.
I suoi comportamenti, come quelli del compianto Italo, lasciano chiunque a bocca aperta e strappano un sorriso a chi non lo conosce.
Durante l’anno scolastico Ettore si presenta, di buon mattino, a scuola e aspetta che tutti gli studenti arrivino ed entrino. Poi va via, per tornare al suono della campanella che annuncia la fine delle lezioni.
Ettore segue le feste e le funzioni religiose e quando, qualche tempo fa, è venuto a mancare il marito di una donna che lo ha sempre trattato con molto affetto, si è posizionato sotto la bara e lì è rimasto, accucciato, durante tutta la veglia funebre. Poi ha preso parte al corteo e quando il feretro è arrivato in chiesa ha ripreso la sua posizione sotto la bara. Al termine della cerimonia, con gli occhi tristi, si è dileguato.

Di giorno Ettore vaga per le strade della frazione. Ovviamente lo conoscono tutti e lui visita i negozi, va alle Poste, accoglie i turisti, li accompagna al mare, fa il bagno con loro e prende posto al loro fianco sotto l’ombrellone. La sera, invece, ama stare nei luoghi di ritrovo, in pub e in pizzeria, ma quando vede un bambino lascia perdere tutto quello che sta facendo e gli corre incontro per giocare.

La sua giornata finisce, quindi, nella pizzeria di Luisa che gli dà le sue crocchette e lo accompagna nella sua cuccia, a Palazzo Mormino Penna.
Amante del cibo (non per nulla è un po’ in sovrappeso), il venerdì attende con ansia l’arrivo del camioncino per la vendita della carne e non appena lo vede gli si posiziona davanti, sperando in un po’ di cibo. Non è difficile trovare, girando per Donnalucata, volantini che lo ritraggono e che recano un messaggio importante destinato a chiunque lo incontri.

I tanti padroncini di Ettore, infatti, sono preoccupati dal fatto che le persone, e principalmente coloro che non lo conoscono, istintivamente tendano a dargli qualcosa da mangiare o da bere in segno di affetto o di ringraziamento. Pertanto nei volantini è stato scritto chiaramente: “Sono un pappone, non datemi da mangiare. Ho bisogno soltanto delle vostre coccole”.
L’ultima sua scenetta è di poche sere fa.
Alla villa di Donnalucata era in programma lo spettacolo di una compagnia teatrale e lui è salito sul palcoscenico insieme agli attori e non è sceso prima di prendersi i suoi applausi. Che, naturalmente, non sono tardati ad arrivare.

Italo ed Ettore, due storie simili, due creature fuori dalla norma, a Scicli e nelle sue zone limitrofe.
Stessi occhi dolci, stessa indole tenera, identica spiccata sensibilità.
Il primo ci ha lasciato da tempo, ed è ora in arrivo il film a lui dedicato, al secondo non possiamo che augurare lunga vita!