Per Renzi la Sicilia è meglio del Texas. Che mare sarà quello ibleo nel 2020?

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Non c’è pace per il Mediterraneo. Il pericolo delle trivelle al largo delle coste ragusane sembrava scongiurato, dopo che, due anni fa, erano state condotte alcune battaglie di movimenti ambientalisti, associazioni e partiti politici di entrambi gli schieramenti per limitare il permesso di ricerca e poi di estrazione di petrolio nel Mare Nostrum.

E ancora, giusto due anni fa, era il novembre del 2012, l’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi dichiarava che “il futuro del nostro Paese è lontano dai carburanti fossili”. Tutto sembrava andare per il verso giusto con un’improvvisa coscienza ambientalistica che aveva pervaso lo Stivale.

Dopo 22 mesi ecco le dichiarazioni del Renzi premier: “Quando io penso che siamo in una crisi energetica che voi tutti conoscete, e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, io dico eh bè, vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, che sono meglio del Texas, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida energetica, io la norma la faccio, anzi l’ho già fatta”.

E la norma è contenuta nel decreto Sblocca Italia. Detto anche “Sblocca Trivelle” nel caso siculo e ibleo, visto che  toglie alle Regioni il potere di veto sui permessi di ricerca e sulla trivellazione di pozzi di petrolio e metano.

L’intenzione è quella di tagliare i tempi burocratici, di aumentare la capacità estrattiva e di sbloccare investimenti. L’obiettivo è legato alla SEN, la Strategia Energetica Nazionale, che prevede, da qui al 2020, il raddoppio dell’estrazione di idrocarburi nel nostro Paese, fino a 24 milioni di barili l’anno.
Secondo fonti governative, in questo modo si creano “investimenti per 15 miliardi di euro, 25 mila nuovi posti di lavoro, risparmi sul conto energetico nazionale per 5 miliardi l’anno“.

Peccato che il premier Renzi abbia pronunciato queste parole a Brescia e non a Gela dove l’aria non è propriamente limpida e pulita. O a Priolo, dove un’area potenzialmente straordinaria da un punto di vista turistico è stata trasformata in un tetro luogo di acciaio e fumi. E qui un’altra incoerenza.
Da un lato la politica vuole incrementare il turismo in Sicilia, farne la perla del Mediterraneo, dall’altro autorizza l’indiscriminato “stupro” delle coste che rischia di azzerare gli introiti turistici. Da un lato lavorerà la manodopera del posto, dall’altro a perderci, molto probabilmente, saranno alberghi, agenzie viaggio, villaggi turistici, ristoranti e tutto il comparto legato alla ricettività. Quindi, dove sta il guadagno?

Solo in Sicilia sono previsti investimenti per 2,4 miliardi e 7.000 posti di lavoro. Ma una seria politica di rilancio del comparto turistico isolano  non potrebbe comportare più posti di lavoro?
Questi i progetti previsti in Sicilia: sviluppo di giacimenti nel Canale di Sicilia – compreso il raddoppio della Vega B – e a terra, con un progetto che coinvolge la valle dell’Irminio.
Ancora: permessi di attività di ricerca nei campi Scicli e Case La Rocca a Ragusa, Petralia Soprana e Biancavilla, Contrada Giardinello, al confine fra Ragusa e Catania. Più altre due istanze: “per il conferimento del permesso esclusivo di idrocarburi liquidi e gassosi” nel Canale di Sicilia, al largo della costa del Sud Est.

Anche il grande Enzo Maiorca si era espresso sulla possibilità del raddoppio della Vega dichiarando apertamente tutta la sua contrarietà. La voce del più famoso apneista italiano è però isolata, per ora.
Dal nostro territorio non si registra nessuna levata di scudi. Non si hanno più le forze per impugnare lo scudo o manca la volontà? O che altro ancora?
Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, aveva in primo momento, in campagna elettorale e con i colori di Sel, espresso la sua contrarietà a questo raddoppio della piattaforma salvo poi tirare bruscamente il freno, inserire la retromarcia e dichiarare che un raddoppio della Vega avrebbe potuto portare grandi benefici economici alla comunità pozzallese.

Ma anche la coerenza del governatore Rosario Crocetta andrebbe sottolineata: nelle settimane scorso ha firmato un accordo con Assomineraria, l’associazione che raggruppa le compagnie petrolifere, giusto per capirci. Questo il commento subito dopo la firma: “Una risposta di tipo innovativo che rilancia fortemente l’occupazione con un progetto di investimenti ecosostenibili“.
Ecosostenibili? un qualsiasi vocabolario italiano la definizione di ecosostenibile recita: “Sono ecosostenibili quelle attività che non alterano la realtà eco sistemica né le regole che la governano e inoltre non compromettono la capacità delle generazioni presenti e future di goderne”.
Una trivella può essere ecosostenibile?