L’Asp di Ragusa è il “miglior pagatore” della Sicilia

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L’Asp di Ragusa è virtuosa anche nei pagamenti: i fornitori vengono saldati in media entro 54 giorni e questo ne fa la prima in Sicilia. Ecco il comunicato dell’Asp:

Nell’anno 2013 la media per il pagamento dei debiti nei confronti del fornitori dell’Azienda Sanitaria di Ragusa è stata di 50,73 giorni e nel 2014, fino al 31 agosto, arriviamo ad una media di 58,52 giorni. Il lavoro fatto dalla squadra dell’Economico-Finanziario, sotto il coordinamento del Dr. Massimo Cicero, ha permesso alla azienda di raggiungere un livello di assoluta eccellenza in Italia.
La valutazione comparativa dei risultati delle altre aziende nel 2013 mostra che l’ intera regione Sicilia ha avuto una media di 234 giorni, con un ritardo massimo da parte della azienda di Enna con 406 giorni.
L’ Azienda è, ad oggi, l’unica in Sicilia ad applicare quanto previsto dalla direttiva dell’Unione Europea recepita in Italia con decreto legislativo n. 192 del 2012.

La nuova disciplina prevede l’applicazione a quelle transazioni commerciali concluse a partire dal 1 gennaio 2013 (transazioni commerciali da intendersi come gare aggiudicate). Mentre per le transazioni concluse prima del 1 gennaio 2013 continueranno ad essere disciplinante secondo quanto previsto nel decreto n. 231/2002.
La novità interessante è che in caso di mancato pagamento entro i termini stabiliti (60 giorni inderogabili per la Pubblica Amministrazione), il debitore è tenuto a corrispondere interessi a un tasso che non può essere inferiore al tasso della BCE (Banca Centrale Europea) maggiorato di 8 punti percentuali.

Da uno studio condotto dall’Assobiomedica, nell’anno 2013, per misurare l’impatto della direttiva europea sui ritardati pagamenti è risultato che solo il 35%, di quanto dovuto, era stato effettivamente incassato – entro i termini di legge.
I sessanta giorni, stabiliti dalla direttiva europea, restano, quindi un obiettivo lontano, confermando che i tempi medi di pagamento delle strutture sanitarie pubbliche italiane restano tra i più lunghi in Europa.