Da Sant’Antonio a San Giovanni: chi è don Alessi, neo parroco della Cattedrale

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“Pregate per il nuovo parroco, ma pregate anche per me, perchè il Signore m’illumini”. Con queste parole il vescovo, Paolo Urso, ha concluso la comunicazione, in Cattedrale, della nomina del nuovo parroco, don Girolamo Alessi.
Guiderà la parrocchia San Giovanni Battista dopo la morte di padre Carmelo Tidona, avvenuta all’alba del 14 agosto scorso, all’età di 75 anni.

È stato lo stesso monsignor Urso a spiegare che si è solo all’inizio di un lungo giro di nomine che interesserà numerose parrocchie della diocesi. Il numero dei sacerdoti è sempre quello, ma aumentano i preti anziani. E così scelte importanti dovranno essere prese da qui a breve. Non si sa ancora quali formule adotterà il presule per garantire a tutte le comunità una guida attenta e premurosa.
Il vescovo Urso ha anche voluto ringraziare i due vice parroci della Cattedrale, don Giovanni Cavalieri e don Maurizio Di Maria, che hanno guidato la parrocchia dal 14 agosto e, ancora prima, dai mesi in cui padre Tidona è stato malato.

Ma chi è don Gino Alessi? Comisano, è docente di Liturgia all’Istituto teologico ibleo. È anche il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. Ed è stato anche, nei primi anni di episcopato, il segretario del vescovo Urso. Attualmente era parroco della chiesa di Sant’Antonio di Padova a Comiso.
Al suo posto va don Salvatore Burrafato, che era stato per anni a Roma. Da un paio d’anni era rientrato in diocesi, e adesso riceve questo nuovo incarico.

Don Alessi inizierà il proprio ministero in Cattedrale il 31 ottobre prossimo, vigilia della solennità di Ognissanti, mentre don Burrafato s’insedierà il 15 novembre. È un’eredità “pesante” quella che riceve don Gino Alessi, sotto molteplici punti di vista.

don_gino_alessiLa parrocchia Cattedrale è il cuore della vita della diocesi. Il nuovo parroco dovrà coniugare bene da un lato l’attenzione per l’amministrazione di una chiesa di enorme valore storico e architettonico, con costi di gestione assai elevati, e dall’altro – quello ovviamente più importante – la cura della comunità e del quartiere. Non va dimenticato che in centro storico è numerosa la presenza di abitanti stranieri.

Il vescovo Urso ha raccomandato ai parrocchiani di accompagnare il nuovo parroco con la preghiera e con la collaborazione.
Per monsignor Urso prosegue il giro delle nomine. Ovviamente i tempi non si conoscono, perchè si tratta di una riflessione complessiva assai delicata. Tra le parrocchie che attendono un nuovo parroco ci sono Sacro Cuore (Geuiti), San Pier Giuliano Eymard, Maria Regina a Ragusa. Poi le chiese madre di Comiso, Chiaramonte e Acate.