La rivoluzione della diocesi ragusana. Attesa per le nomine di 7 nuovi parroci

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Da qui a qualche mese, una mini rivoluzione avverrà nell’organigramma della guida delle parrocchie della diocesi ragusana.
La motivazione è di ordine strettamente “tecnico”: solo un atto dovuto in ossequio alle disposizioni canoniche. A 75 anni, infatti, è previsto che i parroci vadano in “pensione”. E così al vescovo tocca il compito di individuare chi andrà a sostituirli alla guida delle comunità parrocchiali. E quest’anno sono ben sette i parroci che hanno raggiunto i “limiti d’età”.

Il nodo senza dubbio più importante da sciogliere è quello legato alla guida della Chiesa cattedrale. La scomparsa di padre Carmelo Tidona ha lasciato il segno non solo nella parrocchia di San Giovanni Battista, ma in tutta la città. Commovente il video con il quale i membri del Comitato dei festeggiamenti del Patrono lo hanno ricordato al termine della festa del 29 agosto.
Il cambio alla guida della Cattedrale, tuttavia, era già programmato prima della triste notizie della morte del sacerdote.
Padre Tidona, infatti, aveva compiuto da qualche mese i “canonici” 75 anni.
I nomi che circolano sul successore sono molteplici, ma si tratta solo di voci senza alcun fondamento in quanto il movimento di sacerdoti sarà ben più ampio.

Sono sette, come detto, i parroci della diocesi che andranno in pensione, e quattro di questi sono parroci di una Chiesa Madre. Oltre alla Cattedrale, infatti, il cambio riguarderà la Chiesa Madre di Comiso, attualmente affidata a don Antonio Baionetta.
C’è poi la Chiesa Madre di Chiaramonte Gulfi dove c’è don Giovanni Nobile.
Cambierà anche il parroco della Chiesa Madre di Acate, don Rosario Dimartino.

A Ragusa altri tre parroci hanno raggiunto i 75 anni, e si dovrà provvedere quindi per il successore. Si tratta di don Salvatore Dinatale (parrocchia Maria Regina), don Salvatore Guarneri (San Pietro) e don Vincenzo La Porta (San Pier Giuliano Eymard).

La scelta del vescovo non sarà senza dubbio facile, e comporterà a cascata diversi altri cambiamenti. Anche perchè per buona parte delle parrocchie interessate difficilmente si potrà provvedere con un parroco di nuova nomina: trattandosi di chiese di una certa importanza non potrà essere sottovalutata l’esperienza pastorale e di gestione pratica.
Il vescovo, come sua abitudine, procederà con un’attenta fase di discernimento e di confronto prima di prendere le decisioni che poi comunicherà personalmente alle comunità interessate.
Era stato il presbiterio, qualche mese fa, a chiedere al vescovo che fosse lui a procedere alle nomine.

Nell’aprile del prossimo anno, al compimento dei 75 anni, anche monsignor Paolo Urso, in ossequio alle norme del diritto canonico, presenterà al Papa le “dimissioni”.
Per questo c’era la possibilità di lasciare al successore la facoltà di scelta dei nuovi parroci.
I sacerdoti della diocesi, opportunamente interrogati su questa possibilità, hanno invece chiesto al vescovo Urso di procedere con le nomine.