Nevicata record di Capodanno, a Ragusa e Modica ora si scia sulle polemiche

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I disagi maggiori per gli automobilisti

Sono ormai quasi cessati gli innumerevoli disagi causati dalla copiosa nevicata che ha coinvolto la provincia nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio.
La circolazione sulle strade è ritornata alla normalità e adesso a correre veloci, sulla scia dei commenti su Facebook, sono le polemiche sulla gestione dell’emergenza.

La Protezione Civile, già dal 29 dicembre, aveva diramato l’allerta per possibili gelate e precipitazioni a carattere nevoso. Federico Piccitto, sindaco di Ragusa, il 30 dicembre aveva comunicato alcune indicazioni. A ruota – il giorno successivo – lo aveva seguito Ignazio Abbate, primo cittadino di Modica.
In entrambi i casi si trattava di inviti alla prudenza, in caso di spostamenti in macchina. I presidi di vigilanza erano correttamente attivi, ma nessuno avrebbe mai immaginato (e nemmeno le indicazioni della Protezione Civile ne fornivano indicazione) un accumulo nevoso di oltre 30 centimetri: un record a queste latitudini.

Le conseguenze sono quelle che vi abbiamo puntualmente raccontato: strade impraticabili, automobilisti bloccati, cittadini costretti a passare la nottata in macchina, in attesa dei mezzi atti a spalare la neve dalle sedi viarie.

Il Comune di Ragusa, all’ora di pranzo del Capodanno, tracciava un bilancio della nottata appena trascorsa: in campo 30 uomini per fronteggiare l’emergenza, due spalaneve per eliminare gli accumuli di neve, settanta interventi per aiutare gli automobilisti in difficoltà sulla Ragusa – Marina di Ragusa, in via Risorgimento e via Archimede.

Ma la polemica è dietro l’angolo, e ad accendere la miccia è Sonia Migliore: L’allerta meteo che il sindaco Piccitto ha lanciato, quindi, consisteva in un semplice comunicato stampa?“. Le accuse continuano: “Piccitto non è stato in grado di organizzare i servizi di soccorso, ha abbandonato Ragusa a se stessa. Il suo ruolo non può essere semplicemente quello di organizzare dei concerti, bensì è quello di sovrintendere alla tutela dei cittadini”.

E proprio sul concerto di piazza San Giovanni con Onorata Società e Tinturia – diventato un vero e proprio pomo della discordia nel comune capoluogo –  interviene anche il Coordinamento Cittadino di Territorio: “Un paradosso: con l’allerta meteo lanciata dallo stesso Comune, il sindaco esorta i cittadini ad uscire di casa per far festa in piazza. Delle due, l’una: o dici alla gente di non uscire di casa perchè è pericoloso, così come poi si è dimostrato, o dici ai cittadini di venire in piazza a esteggiare. E se sai che è pericoloso, allora annulli il concerto“.

Poi – sui disagi provocati dalla nevicata – l’associazione Territorio è netta: “Tantissima impreparazione. La macchina organizzativa ha funzionato ben poco, e la notte si è trasformata in un incubo: ci si è mossi in assoluto ritardo, con pochi uomini e con una scarsissima dotazione di mezzi. Tante famiglie bloccate con i propri bambini in auto, e sulla Ragusa – Mare tutti abbandonati a loro stessi almeno fino alle 4″.

Ma non tutte le colpe possono essere addossate alle Amministrazioni Comunali: alle nostre latitudini non si dispone della giusta dotazione di mezzi antineve, tantomeno – nonostante la vicinanza al mare, verrebbe da ironizzare – di quintali di sale da spargere su chilometri e chilometri di asfalto.

Dei blocchi sulle strade e della nottata all’addiaccio un po’ di responsabilità distribuita anche tra i cittadini: la voglia di festeggiare il passaggio al 2015 ha avuto la meglio su quella giusta dose di prudenza indispensabile, dopo le allerte rilanciate dai Comuni, e dopo aver dato un’occhiata alle previsioni meteorologiche.

Un copione pressochè identico si è ripetuto anche a Modica.
Ignazio Abbate rivendica la corretta gestione dell’emergenza: “Chi doveva provvedere ai soccorsi non aveva mezzi. Invece, le varie ditte che si occupano di scerbatura e vede pubblico, già dalle 02.00 di notte, hanno messo a disposizione i loro. 11 aziende hanno fornito trattori e altri mezzi con i quali sono stati soccorsi i cittadini, che erano sparsi per la provincia”. E lo stesso Abbate ha detto di essere stato per tutta la notte alla guida di un trattore per riportare a casa diverse persone bloccate.

Le polemiche – in questo caso – arrivano su Facebook. Il social network – in una prima fase – si è trasformato in una sorta di sala operativa virtuale per l’emergenza: presso il profilo dello stesso sindaco giungevano segnalazioni di persone bloccate in varie punti della città.
Poi, però, si è passati  alle critiche: “Non ti sei curato dei tuoi cittadini“, accusa una signora: “e se il mio primo cittadino mi avesse invitato a restare dentro lo avrei fatto. Tornando a casa abbiamo avuto un terribile incidente, e la nostra macchina ha fatto un bel volo giungendo capovolta su un terreno. Io, mio marito e i miei tre figli, abbiamo visto la morte in faccia“.
“Sono rimasto bloccato”, sottolinea un altro cittadino: “con la neve fino alle ginocchia dalle 02.00 alle 05.00. Siamo arrivati a casa grazie a tre angeli del 118, perchè stavamo già male. Se Abbate ha un minimo di umiltà, chieda scusa alla cittadinanza e si dimetta immediatamente“.

Sempre nella Città della Contea – intanto – la Giunta Abbate ha approvato la richiesta della dichiarazione dello stato di calamità naturale. “Chi ha subito un danno“, dichiara Abbate: “deve predisporre la documentazione di rito corredata da foto e da qualsiasi altro danno che attesti il danno patito. Ciò sarà necessario per la presentazione di future ed eventuali istanze per chiedere il riconoscimento economico rispetto alle perdite subite“.

E secondo voi com’è stata gestita l’emergenza nelle due città più colpite dalla sorprendente e abbondante nevicata di Capodanno?

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